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Basta, l’ho comprato!
Sono circa 2 anni che mi voglio togliere lo sfizio di comprare un capanno portatile che mi permetta di piazzarmi un po’ ovunque… la rete fogliata funziona, ma in alcuni casi non abbastanza. Ci anche sono alternative economiche ai capanni (ad esempio ombrelli da pescatore ricoperti con teli mimetici), ma spesso sono poco pratiche e alla fine si finirebbe con lo spendere parecchio.
In commercio invece ci sono diversi prodotti, tutti parecchio costosi ed il più delle volte hanno dimensioni eccessive. Ho girato in lungo e in largo tutti i siti che li vendono e quelli che vanno per la maggiore sono i capanni Ameristep. Così, dopo vari ripensamenti, questa volta ho deciso… e l’ho comprato!
Come funziona? Ecco…

Sul lato ci sono due aperture richiudibili, mentre quella ampia frontale (che non è visibile nell’immagine) ho pensato di chiuderla con una rete ombreggiante mimetica che ho trovato su eBay per poco più di 20 Euro. Sono proprio curioso di provarla ed il primo test penso che lo farò con il merlo acquaiolo… voglio proprio vedere se questa può essere la volta buona.
Che dite… son proprio fuori di testa??
…e la ripresa (?)
Oddio, avrei sperato in qualcosa di meglio, ma è comunque meglio di niente. Sto parlando dell’uscita di questa mattina in compagnia di Stefano, sfruttando il capanno che avevamo preparato con Paolo la settimana scorsa…

Speravamo di riuscire a fotografare gli aironi ed in particolare l’airone bianco maggiore che da qualche settimana sta frequentando il biotopo del Valsura. Quest’ultimo però si è poggiato proprio dalla parte opposta del lago, troppo distante per ottenere qualcosa di buono. In compenso ci siamo divertiti con qualche piccolo uccelletto che gironzolava intorno al capanno ed io in particolare con uno scricciolo (Troglodytes troglodytes) che s’è presentato a meno di 1 metro dalla mia posizione.




Interessante da vedere, anche se un po’ crudele, le diverse “spiumate” (vedi foto 4) ad opera di predatori. Tra i tanti mucchietti di penne e piume, anche quelle di una ghiandaia di cui ho raccolto una penna per ricordo.
A scopo di diario, ecco cosa ho visto oggi: airone cinerino, airone bianco maggiore, tuffetti (2 coppie), folaga, oca selvatica, germani, cinciallegre, cinciarelle, pettirosso, scricciolo, codibugnoli e alcuni rapaci non meglio identificati.
Avvicinamento
Fotografare animali non è facile; oltre ad una bella dose di pazienza, spesso ci vuole fortuna e la conoscenza dei soggetti. E’ un po’ a questo che è servita l’uscita di ieri mattina insieme a Paolo; il fine ultimo era quello di fotografare il merlo acquaiolo, ma per poter avere delle belle immagini il soggetto era ancora un po’ troppo lontano (l’ultima foto che vedete qui sotto purtroppo è un ritaglio)…




In compenso ne abbiamo studiato i movimenti ed il comportamento e se tutto va bene, meteo permettendo, sabato prossimo dovremmo riuscire a portare a casa qualche scatto interessante.
I punti preferiti di immersione sono sempre dove c’è corrente. Eravamo appostati davanti ad un posatoio, ma da qui non s’è mai tuffato ed infatti in quel punto l’acqua è molto più calma (vedi foto del germano). Al contrario, si immergeva poco più su dove le rocce creavano una corrente un po’ più forte: scendeva in acqua, si faceva trascinare e poi saliva sulla roccia più sotto; poi di nuovo in acqua e quando la zona di corrente finiva, tornava in volo verso le prime rocce e rifaceva il giro.
Per sabato prossimo sappiamo (o crediamo di sapere) come organizzarci. Vedremo poi se gli sforzi verranno ripagati… stay tuned!
