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vita

Due passi in Val Roseg

Era l’ormai lontano ottobre 2007 quando per la prima volta sarei potuto andare a fare la mia primissima uscita fotografica nella meravigliosa Val Roseg in Engadina (Svizzera). In quell’occasione i miei compagni di viaggio sarebbero dovuti essere Paolo, Fabrizio, Andrea e Maurizio, ma le cose non sono andate come avrebbero dovuto ed alla fine, causa impedimenti personali, ho dovuto abbandonare il gruppo e rimandare la mia visita a data da destinarsi.
Da quel giorno avrei avuto altre possibilità, sia in compagnia di amici che con il Fotoclub Immagine che a suo tempo frequentavo, ma alla fine ho sempre rinunciato.

Da tempo aspettavo quindi l’occasione giusta che per un motivo o per l’altro sembrava non arrivare mai. Ma come scritto un paio di post fa, da poco ho acquistato un Mercedes Vito Marco Polo e come meta per la prima uscita famigliare abbiamo scelto proprio di andare a Pontresina, il paese da cui diparte il sentiero per la bella Val Roseg.
Questo luogo è molto conosciuto, soprattutto tra i fotografi naturalisti, per il “bosco delle cince” e per l’estrema confidenza con l’uomo da parte dei suoi abitanti. Cince sì, ma anche nocciolaie, picchi muratori, scoiattoli ed altri animali che abitano questi boschi.

Il tempo purtroppo non era molto; probabilmente sarebbe stato meglio andarci durante il ponte di Ognissanti, ma il campeggio che avevamo individuato chiudeva di lì a breve e quindi abbiamo optato per partire un sabato mattina di metà ottobre per tornare poi la domenica pomeriggio. Siamo arrivati a Pontresina intorno alle 14.00 e dopo aver parcheggiato il Vito ci siamo subito incamminati verso la Konzertplatz, una radura in mezzo al bosco dove si trova la maggior concentrazione di uccellini e dove già erano presenti diverse famiglie con bambini intente a foraggiare i volatili.

Ho realizzato vari scatti, ma dato il poco tempo a disposizione ho voluto anch’io godermi quel momento, lasciando invece un po’ da parte l’aspetto fotografico: vedere uno, due, tre piccoli esserini che ti si posano sulla mano in cerca di cibo è qualcosa che ti spalanca il cuore 💕e ti fa dimenticare per un attimo lo stress quotidiano.

Come San Francesco...

Per tutti noi è stata una grande emozione: è bastato tirar fuori il sacchetto con i semi per vedersi subito avvicinare da moltissimi uccellini, in particolare cince bigie e cince more, che non si sono fatti alcun problema nell’accettare il cibo dalle mani di sconosciuti, anche se per la prossima volta è il caso di prendere nota delle loro preferenze alimentari: semi di girasole per tutti! 😅 

Il sole è purtroppo calato molto presto; nonostante i suoi 1800m di altitudine, la Val Roseg è circondata da monti piuttosto alti che già verso le 16.00 hanno celato il sole, rendendo piuttosto difficile ottenere buoni scatti, anche se qualcosa l’ho comunque portato a casa…



Per le prossima occasione dobbiamo prevedere un fine settimana lungo, partendo il venerdì in modo da avere l’intero sabato a disposizione, non solo per la visita alla Konzerplatz, ma anche per un’escursione lungo la bella valle che per questa volta abbiamo dovuto rimandare.
Avremmo voluto sfruttare la domenica per una passeggiata verso il Roseg Gletscher, ma purtroppo come da previsioni la giornata è stata fredda e piovosa ed abbiamo quindi deciso di ripartire per Merano già in mattinata.

L’Engadina in ogni caso non è solo la Val Roseg. Il paesaggio in questa valle svizzera è ovunque incantevole, persino nel posto che abbiamo scelto per trascorrere la notte. Il camping Morteratsch si trova a circa 5km dal centro di Pontresina lungo la strada che porta al passo del Bernina; si affaccia su due incantevoli laghetti, è attraversato da un tranquillo ruscello e circondato dalla Natura. Non mi stupisce quindi che in questo contesto la notte sia trascorsa accompagnata dal bramito dei cervi e che al nostro risveglio fossimo circondati dagli scoiattoli che venivano a cercare cibo nei pressi delle piazzole.

E per finire assolutamente degna di nota è anche la strada del Passo del Forno che collega l’Engadina alla Val Monastero attraversando in parte il Parco Nazionale Svizzero; in alcuni luoghi il paesaggio ricorda molto le foreste del Nord Europa e non è raro lungo il percorso imbattersi in animali selvatici al pascolo. Sulla strada del ritorno abbiamo infatti avuto la fortuna di imbatterci in diversi gruppetti di camosci, alcuni dei quali piuttosto confidenti che, lasciato il furgone lungo la strada, si sono lasciati avvicinare a piedi per qualche scatto in una bella cornice autunnale.

camoscio06

Arrivederci Engadina, ci rivediamo tra qualche mese!

Lidi e valli di Comacchio

Sono rientrato domenica da una vacanza di 10 giorni con la famiglia nella Riviera Adriatica e più precisamente da Lido di Pomposa nel comune di Comacchio. Abbiamo scelto questa località in parte per la breve distanza da Merano (circa 4 ore di auto comprese le soste) e in parte per la vicinanza ad alcune aree particolarmente indicate per il birdwatching, consci che il mare non sarebbe stato granché come del resto lo è anche nel resto della riviera romagnola.
Il luogo per me più interessante erano le saline di Comacchio, che da circa 15 anni ospitano la seconda più grande colonia nidificante di fenicotteri rosa del nostro Paese oltre a moltissime altre specie di uccelli stanziali o di passaggio durante la migrazione.

I primi giorni della vacanza sono stati prevalentemente spiaggia e famiglia, mentre la mattina del 4° o 5° giorno (non ricordo bene) ho preso la mia mountain bike ed ho fatto un giro di circa 37 km che dal mare mi ha portato fino alle Valli di Comacchio a ridosso delle ex saline, ora riserva naturale cuore del Parco del Delta del Po.
Già durante questa escursione ciclistica, senza particolari fini se non quello di macinare un po’ di chilometri, ho avuto modo di osservare diverse specie compresi i bellissimi fenicotteri che però si trovavano ad una distanza ragguardevole.
Giunto al Bettolino di Foce, ristorante tipico nonché ufficio informazioni per quanto riguarda le escursioni nelle Valli di Comacchio (qui il sito ufficiale), ho preso alcuni depliant in previsione di un’uscita a scopo ornitologico ed infatti due giorni dopo ho partecipato ad una visita guidata in battello lungo i vecchi canali delle Valli.

Le foto che seguono sono solo alcune delle molte scattate. In diversi casi si tratta di ritagli della foto originale, ma le foto sono per il momento ancora senza postproduzione…

Comacchio

CormoranoGarzetta
Fenicotteri rosaAirone guardabuoi

Le uscite in battello vengono effettuate ogni giorno e portano a scoprire la natura del luogo e la storia della famosa pesca alle anguille, che oggi viene praticata in misura molto minore in quanto la specie è a forte rischio. Al giovedì invece si può partecipare ad una breve escursione in bicicletta, rigorosamente accompagnati da una guida ambientale, all’interno dell’area delle saline; qui si possono osservare da vicino le migliaia di uccelli che abitano le Valli e conoscere un po’ di storia anche sul prelievo del sale che avveniva nell’area fino al 1984.
Potevo lasciarmi sfuggire anche questa occasione?

comacchio06 VolpocheFenicottero rosa
Fenicottero rosaSterna comune
Piro piro boschereccioAvocette
comacchio13comacchio14

Non sono mancate le osservazioni anche nel campeggio in cui ci trovavamo. Davanti al nostro caravan si aggiravano di continuo alcuni codirossi spazzacamino e molti colombacci. Un po’ ovunque in giro per il campeggio, inoltre, saltellavano gazze e ghiandaie…

comacchio15comacchio16

Nel complesso, oltre che dal punto di vista familiare, è stata una vacanza abbastanza ricca di osservazioni ornitologiche. Questa la checklist più o meno completa (in grassetto le specie che osservo per la prima volta) più o meno in ordine di apparizione:

  • Gabbiano comune (Larus ridibundus)
  • Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)
  • Colombaccio (Columba palumbus)
  • Ghiandaia (Garrulus glandarius)
  • Gazza (Pica pica)
  • Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
  • Cinciallegra (Parus major)
  • Garzetta (Egretta garzetta)
  • Airone bianco maggiore (Egretta alba)
  • Airone guardabuoi (Bubulcus ibis)
  • Airone cinerino (Ardea cinerea)
  • Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus)
  • Fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber)
  • Sterna comune (Sterna hirundo)
  • Gabbiano roseo (Chroicocephalus genei)
  • Beccapesci (Sterna sanvicensis)
  • Beccaccia di mare (Haematopus ostralegus)
  • Rondine (Hirundo rustica)
  • Volpoca (Tadorna tadorna)
  • Chiurlo maggiore (Numenius arquata)
  • Svasso maggiore (Podiceps cristatus)
  • Germano reale (Anas platyrhynchos)
  • Cormorano (Phalacrocorax carbo)
  • Marangone minore (Phalacrocorax pygmeus)
  • Avocetta (Recurvirostra avosetta)
  • Spatola bianca (Platalea leucorodia)
  • Piro piro piccolo (Actitis hypoleucos)
  • Piro piro boschereccio (Tringa glareola)
  • Gheppio (Falco tinnunculus)
  • Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major)
  • Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides)
  • Nitticora (Nycticorax nycticorax)
  • Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus)

Oltre a questi, sicuramente c’era qualche passeriforme che però non sono riuscito ad identificare. Si aggiungono quindi 8 nuove specie alla mia personale checklist oltre alle due recenti osservazioni di un cuculo (Cuculus canorus) e di un usignolo (Luscinia megarhynchos), sentiti spesso ma mai visti.

Pausa di riflessione

Quando guardo al mio passato e rifletto su cosa significasse per me fotografare riesco ancora a ricordare quella che era un’autentica passione, una passione che mi dava ad ogni scatto un’emozione e che mi portava ad osservare la Natura ed il mondo che mi circonda in modo più attento o, forse, più semplicemente con un occhio diverso. Ed è questo che ogni fotografo dovrebbe essere in grado di fare: cogliere il dettaglio, sentirsi tutt’uno con il soggetto. Non importa che si sia fotografi professionisti o semplici fotoamatori… l’importante è entrare in sintonia con ciò che si fotografa.

Ma come forse avrete capito, da diverso tempo oramai per me non è più così. L’avevo già scritto tempo fa che sentivo di essere diventato più un “cacciatore” di immagini piuttosto che il fotonaturalista cui ambisco essere. Ed è forse anche per questo che il mio hard disk da un paio d’anni a questa parte s’è sempre più riempito senza che io poi mettessi mano a quelle foto in postproduzione o che queste finissero sulle pagine di questo sito, che in passato era decisamente molto più aggiornato e (penso) coinvolgente… non solo dal punto di vista delle immagini inserite, bensì anche nei racconti delle varie uscite, piccole o impegnative che fossero. Ogni scatto, ogni immagine, rappresentava per me un miglioramento ed un’esperienza da raccontare, non un semplice trofeo da esibire nei forum o sulle pagine di Facebook.
Forum, gruppi e circoli fotografici hanno il grande pregio di essere un’ottima scuola ed uno spazio di confronto, ma comportano anche un grosso rischio: l’invidia e la conseguente frustrazione sono sempre in agguato e questo, talvolta inconsciamente, ci porta a non vedere più il mondo con i nostri occhi, bensì con gli occhi degli altri, di coloro da cui ci si aspetta che la nostra produzione fotografica venga apprezzata.

Ecco… è proprio questo l’errore! Un conto è se si è “costretti” per lavoro a realizzare ciò che il cliente chiede, ed in quel caso spesso la perfetta conoscenza della tecnica (fotografica, grafica o entrambe) riesce a far ottenere risultati di elevato livello, ma il bello di un hobby e che è qualcosa di personale, quasi intimo. Lo si può condividere con gli altri, ma non si deve mai perdere quel legame con se stessi, con quello che è il proprio io. Sono pochi quelli fortunati che riescono a coniugare entrambe le cose.
Forse è anche per questo che negli ultimi tempi sono entrato in una sorta di pausa di riflessione che mi ha portato a tenere sempre più spesso la fotocamera ferma nello zaino. Ma ora pian piano voglio uscire da questa situazione… voglio ritrovare innanzitutto il legame con il mondo che mi circonda, nonché riprendere a fotografare “a modo mio”, anche se con qualche nozione e qualche trucchetto in più rispetto al passato. E lo voglio fare da solo, in intimità con la Natura; spero che per questo gli amici di tante uscite mi perdoneranno, ma spero anche che capiscano… e che prossimamente si possa tornare a far foto assieme ;)

Vespa

Ah, dimenticavo… oggi ho fatto un primo passo in questa direzione. Penso di essere ancora abbastanza lontano dal ritrovare quel legame di cui parlo, ma come la piccola vespa che ho fotografato questa mattina in un fiore di ranuncolo, poco prima che si svegliasse per riprendere la sua attività quotidiana, così spero di risvegliare in me quella passione vera, nata prima con l’amore verso la Natura e solo in un secondo momento è sfociata nell’hobby della fotografia.

Gironzolando per le valli…

In questi ultimi giorni ho girato un pochino in auto per le valli nei dintorni: Val Venosta, Val Passiria, Val d’Ultimo e Val d’Adige seguendo in parte la Strada del Vino. Anche se lo scopo di questi viaggetti non era prettamente fotografico, ho avuto modo di osservare i vari ambienti, i vari scorci ed in alcuni casi di fermarmi a scattare qualche fotografia per un progettino fotografico iniziato lo scorso dicembre (ma ancora non anticipo nulla a riguardo).
Ed ho avuto anche un’altra conferma: che se si sta sempre fermi nel proprio “orto” si raccoglie sempre e solo la stessa “verdura”. Una metafora per sottolineare come in due giorni di seguito, spostandomi dai luoghi a cui sono abituato, ho avuto delle belle occasioni fotografiche che forse avrei potuto sfruttare di più, ma sono comunque felice di essere riuscito a cogliere l’attimo. Mercoledì ad esempio mi trovavo nella frazione di Valtina sulla strada che porta a Passo Giovo; stavo fotografando alcune capre nei pressi di un maso quando ho sentito uno strano rombo provenire dalla montagna. Lì per lì non ci ho fatto subito caso, ma quando ho alzato lo sguardo ho visto che lungo il versante della montagna opposto a dove mi trovavo stava scendendo una piccola valanga schiantandosi tra gli alberi sottostanti; quindi ho subito puntato lì il teleobiettivo ed ho scattato a raffica. Forse non una foto eccelsa tecnicamente, ma non credo capiti tutti i giorni di trovarsi ad assistere a questi fenomeni.

Valanga

Devo dire che nonostante non fosse di grossa portata, l’effetto è comunque impressionante. Sembra come un grosso fiume in piena che travolge tutto ciò che incontra sul suo cammino. In questo scatto è ben evidente l’effetto che ha la massa nevosa nell’impatto con gli alberi sottostanti!

E’ invece di ieri un altro scatto inaspettato. Non un paesaggio in questo caso, ma uno dei miei amici pennuti. In questo caso la “gita fuori porta” era in Val d’Ultimo dove ho superato Santa Valburga fino a raggiungere Santa Gertrude, l’ultimo paese della valle. Qui i prati sono ancora parzialmente innevati; tuttavia quelli più esposti al sole in questi giorni mostrano una splendida fioritura di crocus viola e bianchi. Li definirei quasi tappezzanti in alcuni tratti. Prima di girare l’auto per rientrare verso casa mi sono fermato proprio a fare qualche scatto, scegliendo di tenere montato il 300mm nella speranza di riuscire, con lo schiacciamento prospettico, a rendere meglio la densità con cui i fiori ricoprivano il terreno.
La scelta di usare il teleobiettivo è stata azzeccata. Non tanto per ciò che mi ero proposto di fare, quanto per il fatto che tra i crocus, nei prati appena concimati, alcune cesene (Turdus pilaris) razzolavano in cerca lombrichi e altri piccoli insetti. Insolitamente confidenti, nonostante fossi a piedi in mezzo al campo mi hanno lasciato fare alcuni scatti prima che le nuvole rubassero la scena al sole. Ho appena iniziato a guardarle, ma senza dubbio qualche scatto carino è uscito, come quello che inserisco qui in anteprima…

Cesena

Se le cose vanno come spero, le prossime settimane potrebbero essere piuttosto interessanti per me dal punto di vista fotografico. Ma per ora è presto per dirlo e non vorrei portarmi sfiga come in passato… Intanto questa domenica sarò invece impegnato in un piccolo reportage della celebrazione per il 145° anniversario dei Vigili del Fuoco di Merano. Appena possibile inserirò qui un piccolo reportage della giornata.

Aggiornamenti e social network

Penso di aver scritto decine di volte di voler essere più costante negli aggiornamenti del sito e nella pubblicazione di piccoli resoconti qui sul blog. Ma poi, come sempre, gli impegni prendono il sopravvento ed è così che il mio ultimo post sul blog risale al 28 maggio scorso; dopo un inizio primaverile promettente si è di nuovo stabilita la calma piatta. E, come di consueto, ho dovuto aspettare di essere a casa con l’influenza per dedicarmici nuovamente…

Ho tentato di convincermi che la colpa fosse degli impegni della vita di tutti i giorni: il lavoro, il figlio, la casa, il trasloco. La realtà è che mi è mancata un po’ la voglia! Sì, perché se da un lato è vero che le mie fotografie tendono a sedimentare sull’hard disk anche per mesi prima che io riesca a trovare il tempo e la voglia per metterci mano, è però vero anche che non ci metterei poi molto a prendere alcune delle immagini dell’uscita (anche senza elaborazione) ed a metterle qui sul blog scrivendo qualche riga. Finora ho sempre aspettato a pubblicare qualcosa sul blog fino al momento in cui avessi avuto tutti gli scatti postprodotti. Per forza che così non scrivo mai nulla!
Però potrei scattare in JPG+RAW ed utilizzare i JPG per una pubblicazione più immediata qui sul blog. Vabbè dai… per l’ennesima volta mi riprometto di essere più costante. Ce la farò? :sospiro:

Tra l’altro è una cosa che già faccio su Facebook…
Mmmm… già, forse è anche questo il problema. Ora con i social network il rapporto con le persone è più diretto; un “mi piace” o un commento sulla foto ti fa subito render conto del gradimento da parte degli altri. Sicuramente più che in un blog isolato (che non fa parte cioè di una community di blogger) dove il visitatore è meno abituale, più casuale.
Mollare il blog per Facebook? Forse sarebbe una soluzione, ma preferisco mantenere una certa integrazione tra le due piattaforme. Chissà se prima o poi avrò la volontà di perseguire questo scopo. Magari adesso che finalmente ho traslocato (per l’ultima volta finalmente! :zomp: ) e che ho preso un po’ di distacco dal lavoro potrebbe essere la volta buona… staremo a vedere!

29/01/2010 – E’ nato il piccolo Riccardo!!!

Alle ore 12.50 di ieri, 29 gennaio 2010, con un peso di 3,070 kg ed una lunghezza di 51 cm, dopo 9 mesi è finalmente venuto alla luce il nostro piccolo tesoro!!!

Sono diventatò papà!!!  :woot: :woot: :woot:

Per le strade di Avelengo

Un confidente orbettino nei boschi di Avelengo

Come ormai ben saprete, negli ultimi mesi le mie priorità si sono spostate sulla famiglia; un po’ perché ovviamente voglio stare vicino a mia moglie e al nostro futuro pargolo (a proposito… è un maschietto!!!), un po’ perché son stato parecchio impegnato con i lavori in casa prima, durante e dopo il trasloco.
Quando posso, però, mi porto appresso la fotocamera e le occasioni non mancano anche se non riesco a sfruttarle come vorrei.

Un paio di settimane fa, ad esempio, siamo andati a fare una passeggiata nei boschi di Avelengo dove ho avuto modo di fare un incontro che non mi capitava da oltre 20 anni!

Il soggetto in questione, apparentemente molto simile ad un serpente, è in realtà un orbettino (Anguis fragilis); si tratta in pratica di una lucertola (osservate il muso) che anziché avere le zampe striscia come un serpente. E’ comunque un animale del tutto innocuo ed ormai è diventato piuttosto raro da vedere.
Come detto, purtroppo non sono riuscito a sfruttare al meglio la situazione, ma è stato comunque un incontro emozionante.

Una gran bella novità!

Oramai non so più quale scusa trovare per giustificare la mia assenza dal blog. Nelle scorse settimane ho fatto un paio di uscite, delle quali devo ancora sistemare il materiale ottenuto. A mia discolpa posso dire che sono parecchio impegnato con la vita famigliare; un po’ perché trasloco di nuovo ed un po’ perché la mia testa in questo momento sta decisamente da un’altra parte

La prima foto di... mio figlio!!!

E’ sufficientemente buona come scusa??? :bounce:

Ciao nonna!

Tu amavi tanto le tue “bambine”… quelle orchidee di cui ti prendevi cura e che sono ancora lì fiorite sul tuo davanzale. Te ne regalo una… l’ultima. Ciao nonna!

Foto del mese?

Già, la foto del mese. Io speravo veramente di avere almeno una immagine da pubblicare come foto del mese, ma purtroppo anche per marzo sembra destinato a ripetersi quanto già successo negli ultimi mesi del 2008, ovvero… niente foto del mese. Ho ben fatto qualche uscita, ma ahimé non ho portato a casa nulla che fosse degno di essere inserito nelle gallerie.
Restano ancora un paio di giorni, ma dubito che riuscirò a far qualcosa: dopo il lavoro in genere è già troppo tardi, in pausa pranzo non ho tempo e per il fine settimana (su cui contavo) il tempo non promette proprio nulla di buono

La mattina dovrebbe essere nuvoloso senza precipitazioni, ma anche fosse ho comunque un impegno. Dal pomeriggio, poi, cominceranno le piogge sparse che dovrebbero intensificarsi domenica. Insomma… avrò tempo per smontare l’acquarietto piccolo, per mettere un po’ di ordine tra le mie cose e passare un po’ di tempo con mia moglie. Ma ahimé la macchina fotografica è destinata a rimanere chiusa nello zaino. Tristezza! :sospiro:

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