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caccia

Attentato alla fauna selvatica!!!

In queste ultime ore ha fatto molto rumore la notizia dell’accordo raggiunto tra Italia e Francia per la realizzazione di 4 nuovi impianti nucleari. Purtroppo era risaputo che il governo si sarebbe mosso in tal senso ed auspico che su questa tematica venga fatto un referendum popolare come quello del 1987, anche se credo non vi sia molto spazio alle discussioni con questo governo.

Ma c’è un’altro disegno di legge che parte dal Senato, a firma dell’On. Franco Orsi (PdL), che tanto per cambiare attacca in maniera pesante la fauna selvatica con una liberalizzazione della caccia senza precedenti! Riporto un elenco dei vergognosi provvedimenti dal sito web del gruppo dei Verdi del Veneto.

  • Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna. L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, della cui tutela non sarebbe più compartecipe
  • Scompare la definizione di specie particolarmente protette: animali come il Lupo, l’orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale
  • Si apre la caccia a molte specie lungo le rotte di migrazione, un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori, come i valichi montani
  • Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente. Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato!!
  • Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato (con possibilità illimitate di falsi e riciclaggi). Uno per tutti! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi!
  • 700 mila potenziali imbalsamatori. I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
  • Mortificata la ricerca scientifica: l’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’ex Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale
  • Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili! Un’incredibile formulazione del testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei parchi e nelle altre aree protette!
  • Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale! (Allucinante! Ndr) Norma offensiva! Chi protegge “troppa” natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un dramma!
  • Licenza di caccia possibile a 16 anni. Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!
  • Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti ed eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”. Un vero e proprio Far West naturalistico.
  • Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili. Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà alle regioni Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe per le ripetute infrazioni europee le pagheremo noi!
  • Caccia con neve e ghiaccio. Si potrà cacciare anche in presenza di neve, o acque con superfici ghiacciate, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio e riparo.
  • Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!
  • Ridotta la vigilanza venatoria: le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
  • Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale. Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa.

Questa è l’ennesima dimostrazione dell’interesse che il PdL ha nei confronti dell’ambiente. Mai come nelle legislature dei governi Berlusconi l’ambiente è stato tartassato e mai come negli stessi il Ministero dell’Ambiente si è dimostrato inutile.

Alto Adige: salve duemila marmotte

Finalmente una buona notizia! Sono anni che la Provincia di Bolzano autorizza l’abbattimento di specie protette, in deroga alle normative nazionali ed europee, adducendo le più svariate motivazioni. Nel mirino dei cacciatori negli ultimi anni, oltre alle marmotte, sono finiti anche stambecchi, l’orso (per fortuna solo tenuto d’occhio), aironi, cormorani… una vera strage. Tra l’altro è un argomento di cui avevo parlato proprio in uno dei primi post di questo blog.
Ogni anno le associazioni ambientaliste si sono battute contro i vari decreti provinciali che stabilivano, tra l’altro, le quote di prelievo per la stagione, ricorrendo al TAR che peraltro ha sempre accolto i ricorsi presentati… ma purtroppo sempre a massacro già avvenuto.

Marmotta da me fotografata nel 2006

Oggi però, dopo la sospensione con procedura urgente del 28 agosto (la caccia si sarebbe aperta il 1° settembre), il TAR ha confermato la decisione ed ha definitivamente negato, almeno per quest’anno, l’abbattimento di 2000 marmotte.
Resta comunque assurdo (e lo fa notare anche l’avvocato che rappresenta le associazioni ricorrenti) che la storia si debba ripetere puntualmente ogni anno, rendendo sempre necessaria l’impugnazione del provvedimento.
E rimangono assurde anche le motivazioni con cui ogni anno la Ripartizione Foreste giustifica il piano di abbattimento; cito testualmente dalla sospensiva del TAR: «piano di abbattimento di marmotte per l’anno 2008 per le riserve con danni causati da questo roditore all’economia montana». Credo non ci sia bisogno di ulteriori commenti… :devil_catt:

Piccolo approfondimento
La Ripartizione Foreste della Provincia Autonoma di Bolzano annovera tra le proprie competenze anche l’Azienda Provinciale Foreste e Demanio, cui a sua volta fa riferimento la Scuola forestale Latemar.
Per farvi capire il contesto in cui si sviluppano provvedimenti come quello sospeso oggi dal TAR è sufficiente dare uno sguardo ai corsi proposti dal centro di formazione forestale, venatoria e ambientale. Da un’istituzione con questa denominazione ci si aspetta ovviamente di assistere a lezioni che riguardano l’ambito venatorio, ma i corsi di formazione dovrebbero essere orientati in particolare su tematiche quali la gestione del patrimonio forestale, la tutela del territorio, la lotta al bracconaggio… Pia illusione!

E’ un po’ lungo, ma voglio riportarvi per intero quello che è il calendario 2008 dei corsi in lingua italiana della suddetta scuola. A me ha lasciato senza parole!

Corso
Periodo
Cacciatore di ungulati con metodi selettivi specializzato nel prelievo ed accompagnamento al cervo
10 – 15
marzo
Il trattamento delle spoglie (attestato di rilevatore biometrico – attestato di formazione per cacciatori in materia di igiene e di sanità) in conformità alla L226/50 IT Gazzetta ufficiale dell’UE 25.6.2004
17 – 19
marzo
La preparazione delle carni – dal trattamento alla cucina
19 – 20
marzo
Cacciatore di ungulati con metodi selettivi specializzato nel prelievo ed accompagnamento al muflone
2 – 4
aprile
Cacciatore di cinghiale abilitato alla caccia collettiva, conduttore di cane da limiere, cacciatore di ungulati con metodi selettivi specializzato nel prelievo del cinghiale
5 – 8
maggio
Conduttore di cane da traccia
19 – 23
maggio
Cacciatore di ungulati con metodi selettivi abilitato al prelievo di cinghiale, capriolo, daino, cervo, camoscio e muflone
2 – 7
giugno
Tecniche di prelievo e controllo della volpe
11 – 13
giugno
Cacciatore di ungulati con metodi selettivi abilitato al prelievo di cinghiale, capriolo, daino, cervo, camoscio e muflone
14 – 19
luglio
Cacciatore di ungulati con metodi selettivi specializzato nel prelievo ed accompagnamento al camoscio
21 – 25
luglio
Guardie venatorie: abilitazione alla gestione degli ungulati
4 – 9
agosto
Cacciatore di ungulati con metodi selettivi specializzato nel prelievo ed accompagnamento al camoscio
1 – 5
settembre
Cacciatore di ungulati con metodi selettivi specializzato nel prelievo ed accompagnamento al cervo e capriolo
22 – 26
settembre

Interessante questo calendario dei corsi no?! :mad2:

Punti di vista

«Sono cresciuto facendo il cacciatore. Tutti i ragazzi e gli uomini del mio popolo erano cacciatori. Noi non rubiamo. Noi andiamo e chiediamo. Sistemiamo una trappola o camminiamo con un arco o una lancia. Possono occorrere anche molti giorni. Finalmente vedi le tracce di un’antilope. Lei sa che tu sei lì, lei sa che ti deve dare la sua forza. Ma si mette a correre e tu la devi inseguire. Correndo, diventi come lei. La corsa può durare ore e, alla fine, ci fermiamo stremati entrambi. Allora le parli e la guardi negli occhi. E’ così che lei capisce che ti deve dare la sua energia, perché i tuoi bambini possano sopravvivere. L’allevatore dice di essere più progredito dei cacciatori primitivi, ma io non gli credo. Le sue greggi non danno più cibo delle nostre. L’antilope non è nostra schiava, non è costretta a portare campanelli al collo e può correre più veloce delle mucche, che sono pigre. Noi e la gazzella corriamo nella vita insieme. […]»

Roy Sesana, boscimane Gana

Il testo che avete letto qui sopra è tratto dal discorso di Roy Sesana, leader del popolo boscimano, premiato a Stoccolma con il “Right Livelihood Award” alla fine del 2005. Ho letto la storia dei boscimani sull’ultimo numero della rivista Oasis (n. 171/2007 di agosto-settembre) e mi ha affascinato molto.
Il discorso di Sesana mi ha fatto riflettere sul rapporto che le società c.d. “avanzate” hanno con l’ambiente e gli animali. E mi hanno fatto pensare a quanto più genuino è avanzato sia in tal senso il pensiero di popolazioni come quella dei boscimani!

Per approfondire la questione boscimana, vi rimando alle pagine dell’associazione Survival, che viene citata proprio nell’articolo in questione:

http://italia.survival-international.org/tribes.php?tribe_id=131

Perché fermare la caccia alle balene?

Ecco perché!


Attenzione! Il video contiene immagini cruente!

Nel filmato che ho inserito qui sul blog si vede tutta la crudeltà di questa caccia a scopi “scientifici”. Credo che vedere queste immagini valga più di mille parole.
E colgo l’occasione per ricordarvi che è ancora aperta l’asta eBay per salvare almeno una delle 40 balene di cui il governo islandese ha autorizzato l’uccisione. Affrettatevi! Mancano ancora due giorni e il traguardo, purtroppo, è ancora lontano!!!

La caccia, se fotografica, è più proficua!

Di caccia si parla spesso ed ognuno ha le sue idee. Da un lato quelli contro la caccia (me compreso) che la ritengono uno sport crudele; dall’altra i cacciatori che si giustificano con l’amore per la natura che, grazie a tale pratica, crea un legame stretto con l’ambiente, il bosco, gli stessi animali uccisi.
Sul forum del Canon Club Italia, tuttavia, uno degli utenti (Gianky) ha buttato lì una frase che è di forte impatto a mio parere:

«La stagione della caccia è appena iniziata. L’unica soddisfazione è che ne prendiamo più noi con la fotocamera che loro con i fucili»

Questa frase è geniale! Un cacciatore, per quanto “bravo” sia, deve comunque sottostare a numerosi regolamenti; per la caccia agli ungolati ci sono limitazioni nel numero di capi che è possibile abbattere e, per alcune specie in particolare (ad esempio lo stambecco), è necessario addirittura attendere anni per essere estratti ed autorizzati così all’abbattimento di un esemplare. Per quanto riguarda poi l’avifauna, le specie non cacciabili sono molte, pur essendo spesso – purtroppo – protagoniste di abbattimenti irregolari frutto del bracconaggio.

E allora? Certo… c’è chi va a caccia per avere un piatto prelibato sulla propria tavola, ma molti lo fanno solo per sport. E allora… perché non sostituire la canna del fucile con l’obiettivo della fotocamera???
Attraverso la caccia fotografica è possibile esibire sulle pareti della propria abitazione (anche se in forma cartacea) dei trofei che altrimenti non si potrebbero avere. In camera mia sono appese le foto degli aironi che ho fotografato, uccelli la cui caccia è vietata. E ciò nonostante il contatto con la natura è lo stesso di un cacciatore: appostamenti in capanno, aria pulita dei boschi, contatto stretto con gli animali. E senza bisogno di togliere alcuna vita!

Invito chi condividesse il pensiero riportato sopra a diffondere la frase scritta dall’amico Gianky. Ogni commento a riguardo è ben apprezzato!

Mi spiace, ma non resisto…

Mi ero ripromesso di tacere sulle questioni politiche, salvo che per il discorso sul nucleare che tutto sommato va quasi aldilà del discorso politico in sé. Ma non ce la faccio proprio a non dire nulla riguardo la campagna elettorale, i programmi ed alcune delle porcate che qualcuno sta facendo…
Non so ancora con precisione CHI e SE andrò a votare; quello che è certo è che Berlusconi non avrà il mio voto. Da entrambi le parti ci sono aspetti alquanto discutibili e che lasciano delle perplessità (senza contare quel che è successo con la finanziaria 2006 per la quale il mio lavoro è tuttora a rischio), ma rimanendo nel campo dell’ambiente la destra in 5 anni ha combinato dei veri e propri disastri! E le prospettive per la futura legislatura, se dovesse essere riconfermato il Governo, non sono affatto incoraggianti. Qualcuno potrà anche pensare che l’ambiente, rispetto ai problemi del nostro Paese, è un aspetto marginale. Ma è altrettanto vero che noi qui ci dobbiamo VIVERE e che, di fatto, alterando gli equilibri ambientali chi ci rimette siamo comunque noi… o lo saranno i nostri figli che non potranno godere di quei privilegi che, continuando su questa strada, andranno sempre più dispersi.
Perché sono così pessimista? Beh… faccio prima a fare un elenco!

  1. In questi giorni, apprendo la notizia dal sito di Alleanza Nazionale (a dispetto di tutto mi sto documentando… nel rispetto della par condicio) è stato firmato il contratto per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Su questo penso abbiano ragione i Verdi a dire che «si tratta di una grave forzatura pre-elettorale, un regalo ad Impregilo a danno dei contribuenti alla vigilia delle elezioni politiche». Non potrebbero starsene fermi, ora che le Camere sono sciolte, ed attendere di essere confermati per dare il via a opere di questa portata? Hanno forse paura di perdere le elezioni e vogliono quindi fare tutto quello che possono finché possono?

  2. Di un paio di settimane fa, invece, è la notizia che il Presidente Ciampi non ha firmato la ormai tristemente famosa legge delega sull’ambiente, votata alla Camera nel novembre 2004 ed approvata dal Governo nel gennaio di quest’anno. Ad appellarsi al Presidente della Repubblica erano state anche le associazioni ambientaliste (oltre alle forze politiche di centro sinistra) con una lettera a più mani sottoscritta poi da tutti (WWF, Legambiente, Lipu, ecc.). Anche in questo caso, nonostante si sia vicinissimi alle elezioni, il Governo ha voluto forzare la mano.
    Tra parentesi: secondo un mio collega, militante in Forza Giovani, Alleanza Nazionale è legata all’associazione ambientalista “Fare verde”. Guarda caso, però, anche tale associazione è tra le firmatarie della lettera inviata al Presidente Ciampi…

  3. Tristemente nota è anche l’enorme raffica di condoni fatti da questo governo. Prendendo per buone le cifre riportate sul sito dei Verdi, si parla di 40 milioni di metri cubi sanati!! E purtroppo si sa che il modo peggiore per contrastare l’abusivismo (edilizio e non) è consentire a chi è dalla parte del torto di mettersi in regola pagando una piccola penale. Ecco quindi che chi ha costruito opere edili in luoghi protetti da vincoli ambientali viene incentivato a farlo di nuovo… tanto poi c’è il condono!

  4. Una delle prime (se non ricordo male) leggi fatte dal governo Berlusconi è stata quella a favore della caccia all’interno dei parchi naturali che, peraltro, sono già stati penalizzati da una diminuzione delle risorse economiche, come accaduto del resto ad altri settori come la Giustizia.

  5. Il protocollo di Kyoto è stato bellamente ignorato, sulla linea degli Stati Uniti a cui troppo spesso il governo Berlusconi fa riferimento (siamo in Europa o in America??). Le emissioni di gas che causano l’effetto serra sono aumentate del 12% anziché diminuire; l’unica giustificazione che il Ministro Matteoli ha saputo dare è che questo aumento è lecito nel rispetto delle quote previste dal protocollo. Ma che cavolo di discorso è??

  6. In generale questo governo non ha fatto alcun tipo di politica ambientale. Il Ministero presieduto da Matteoli ha subito tagli per qualcosa come 230 milioni di Euro. Perché? Perché alla destra dell’ambiente non gliene frega niente! Ecco perché! Basti vedere, ad esempio sul sito di Forza Italia, il programma politico della CdL che non contempla per nulla l’argomento (se non in merito al problema energetico e per il quale si propone il ritorno al nucleare). E se anche si va sul sito di Alleanza Nazionale, alla voce “Consulta per l’ambiente” si trova un bel «Quest’area del sito è in aggiornamento».

Probabilmente di cose da dire ce ne sarebbero altre. Molte altre. Potrei parlare di Moratti, potrei parlare di Euro ed inflazione, potrei parlare di Legge Biagi e lavoro precario. Ma mi voglio fermare qui… ho già sforato anche troppo rispetto a quanto mi ero ripromesso quando ho aperto il blog. E come si dice in questi casi… agli elettori l’ardua sentenza!

Alè… adesso è il turno delle marmotte!

Che palle… sono stufo di sentire notizie del genere, eppure la cosa continua a ripetersi. Solo poche settimane fa mi sono incazzato, mandando lettere a destra e a manca, perché la Provincia voleva abbattere dei giovani aironi, colpevoli di cibarsi delle trote di un allevamento provinciale. E manco a dirlo, ancora una volta la nostra Provincia non si smentisce… un’altra ordinanza del presidente Luis Durnwalder, impugnata dal WWF al Tar ma poi resa esecutiva, decreta l’abbattimento di 3200 marmotte (o erano 2300… vabbè comunque tante!). Il motivo? Perché… mi fa quasi schifo a dirlo… i contadini si lamentano dei buchi che le marmotte scavano, rovinando prati e pascoli!!! MA SIAMO MATTI?!?!
Non riesco a capire che cavolo abbiano in testa i nostri politici… Si spara sempre, in ogni caso e senza guardare ai vincoli di protezione (le marmotte NON SONO CACCIABILI). Solo che altrove a farlo sono i bracconieri… in Alto Adige tutto questo è legale perché consentito dalle ordinanze di una Provincia dal grilletto facile, ordinanze che servono ad accontentare un certo tipo di elettorato ma che sono a dir poco vergognose! Del resto cosa ci si può aspettare da un presidente provinciale che pratica l’attività venatoria ed è, allo stesso tempo, a capo dell’ufficio caccia e pesca???
MADONNA CHE SCHIFO!!!

Orsi, aironi, cigni… BANG!!!

Giusto alcuni giorni fa parlavo con uno dei pochi “forestali” (intesi come Corpo Forestale dello Stato) dell’Alto Adige (gli altri fanno parte del servizio forestale della Provincia) e stavamo notando come sia profondamente diverso l’approccio della popolazione locale rispetto a quella d’oltreconfine. Argomento della discussione era l’orso bruno, facente parte del gruppo liberato in Trentino, che, attraversato il Parco dello Stelvio, si è ora diretto nelle foreste svizzere. Base della discussione era il diverso rapporto con gli animali e, in generale, con la natura qui in Alto Adige rispetto a quanto avviene in Svizzera ma anche in altri luoghi d’Italia.
Chi abita in provincia di Bolzano sicuramente ha appreso dai media locali quanto sia stato oggetto di attenzione (in negativo, purtroppo) l’orso che si aggirava per i boschi della Val d’Adige e della Val d’Ultimo; sicuramente conoscerà anche la polemica che proprio in queste settimane ha per oggetto gli aironi di Lazago, a Merano. E sicuramente saprà quel che è successo a suo tempo con i cigni del Lago di Caldaro che, a detta dell’amministrazione, sporcavano l’acqua e infastidivano i turisti!
Ebbene, l’intolleranza non si ferma qui. L’intolleranza è purtroppo estremamente radicata tra i contadini e riguarda anche gli animali che vivono normalmente nei boschi; alcuni anni fa a Glorenza si è tenuto un incontro, organizzato dal «Dachverband für Natur- und Umweltschutz in Südtirol» (Federazione Protezionisti Sudtirolesi) per definire le esigenze delle tre amministrazioni provinciali (Bolzano, Trento e Sondrio) coinvolte nella gestione del Parco Nazionale dello Stelvio. E se per le altre due il Parco è fonte di reddito in quanto località turistica, si è evidenziato il disagio dei contadini secondo cui gli animali arrecano gravi danni alle colture.

Nessuno mette in dubbio i disagi che possono arrecare, ma è anche vero che la soluzione non può essere sempre e soltanto quella di «abbattere il nocivo», come accadeva un tempo quando azioni di questo tipo erano sopravvivenza. Al giorno d’oggi, fortunatamente, c’è più ricchezza ed ampio supporto da parte delle amministrazioni che elargiscono indennizzi a chi ha subito perdite a causa di animali selvatici. Ma la cosa grave è che questa linea del “abbatti il nocivo” è la stessa Provincia a promuoverla e l’ha dimostrato in più occasioni. Motivo? La politica, senza dubbio. Cacciatori e contadini sono un elettorato fin troppo importante. E quando non sono queste due categorie, in seconda battuta arrivano gli albergatori.
Insomma… in Alto Adige si guarda sempre agli interessi economici dimenticando altri aspetti importanti, andando contro corrente rispetto a moltissime altre realtà.
Che amarezza! :-(

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