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manifattura fotografica

Pulsatille a Velturno

Pulsatilla montanaSembra incredibile, ma sono 3-4 anni ormai che cercavo di fotografare la pulsatilla comune (Pulsatilla montana) senza troppi risultati. In qualche caso sono arrivato troppo tardi, quando i fiori erano già quasi tutti sfioriti, in altri quando invece c’era il vento a rendere impossibile ottenere uno scatto decente di questo bellissimo fiore primaverile, chiamato anche “Fior di Pasqua” per la caratteristica di fiorire proprio nel periodo delle festività pasquali.
Ed un motivo era anche il fatto che l’unico posto che conoscevo (scoperto con l’amico Paolo) si trovava a Naturno, lungo una passeggiata ai margini del Parco Naturale del Tessa dove tutta l’area è recintata e solo in pochi punti è possibile accedere e non necessariamente in questi punti si trovano i fiori in questione. Senza contare il vento che spira costantemente sulla Val Venosta…

Fortunatamente quest’anno le cose sono andate diversamente perché grazie ancora una volta agli amici della Manifattura Fotografica ho scoperto una nuova location, facile da raggiungere e piena zeppa di questi fiorellini affascinanti.
Il posto si trova a Velturno in Val d’Isarco, sul versante orografico destro della montagna tra i comuni di Bressanone e Chiusa e si rivelato non solo proficuo, ma bello da starci per il paesaggio sulla valle e l’aria pura che vi si respira. Compagni di uscita Anita, Eleonora e Massimo.

Anita all'operaScambio di foto con MaxEleonora sfida i suoi nemici ragni per fotografare le pulsatille

Le previsioni meteo erano piuttosto incerte quella mattina e sicuramente il tempo ha influito sulle foto, perché sarebbe sicuramente stato bello arrivare e trovare i fiori coperti dalle goccioline dell’umidità del mattino (erano previste nubi basse); invece il paesaggio intorno a noi si presentava estremamente brullo e secco, senza alcuna traccia di rugiada, ed il sole ci ha accompagnato tutto il tempo, rendendo i contrasti e le ombre un po’ più difficili da gestire.

Ferro di cavalloMa tutto sommato non mi posso lamentare dei risultati, di certo migliori di quelli degli anni passati.
Che sia stato il ferro di cavallo trovato nel campo a portarmi un po’ di fortuna?
Mi è piaciuto tornare a sdraiarmi nell’erba, con la faccia rasoterra, per cercare la migliore inquadratura per fotografare le pulsatille. Mi han detto, a posteriori, che quella è una delle zone dell’Alto Adige più ricca di serpenti ed effettivamente sia io che Anita abbiamo notato molti buchi nel terreno… poco importa. Anzi, speravo in un incontro (magari non troppo ravvicinato :suspect: ) con qualche rettile strisciante da immortalare con il mio obiettivo, ma non ne ho avuto il piacere…

A breve caricherò le immagini migliori nelle gallerie (devo completare la selezione di qualche altro scatto), ma nell’attesa ecco una piccola anteprima

Sboccio di pulsatilla montanaPulsatilla montanaGruppo ambientato di pulsatilla montana

Aldino, il regno delle orchidee

In Italia sono state censite quasi 200 diverse specie di orchidee selvatiche (fonte: Wikipedia), di cui almeno un terzo è presente sul territorio altoatesino; purtroppo sono assenti, o quantomeno rare, le vistose orchidee del genere Ophrys.
C’è però una zona della provincia che è particolarmente ricca di specie ed è quella che parte da Castelrotto e scende lungo la Valle dell’Adige fino a Salorno. Nella zona, caratterizzata da terreni calcarei particolarmente adatti alla maggior parte di orchidee, nei diversi periodi sono stati rilevati esemplari di quasi tutte le specie della provincia. E’ per questo che da due anni la Manifattura Fotografica, associazione fotografica di Bolzano guidata da Massimo Pisetta, organizza uscite nella zona di Aldino con la collaborazione delle guide del Geoparc Bletterbach. Nella zona che circonda il canyon è possibile ammirare tra l’altro anche Ophyrs insectifera, una delle poche del genere presenti sul nostro territorio.

Anche quest’anno, purtroppo, malgrado la disponibilità dell’associazione (di cui non sono socio), ho dovuto rinunciare all’uscita programmata; non volevo però perdermi di nuovo l’occasione e così una settimana più tardi, con le preziose indicazioni di Massimo, io e l’amico Paolo abbiamo svolto lo stesso percorso in autonomia.
Obiettivo principale dell’uscita erano le Traunsteinera globosa, in quanto Ophrys insectifera si trovava in un’altra zona dell’altopiano. Siamo comunque riusciti ad individuare diverse specie, tra cui Gymnadenia conopsea, Listera ovata, Traunsteinera globosa e vari esemplari del genere Dactylorhiza oltre naturalmente ad una grande varietà di fiori di cui la zona è particolarmente ricca.

Al di là dei positivi risultati fotografici, la zona merita davvero dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Ci troviamo infatti in luoghi dove la Natura è ancora preservata, a ridosso del Parco Naturale Monte Corno, e l’aria che “si respira” in questi luoghi e molto diversa da quella delle località turistiche più gettonate. Basti pensare che in tutta la mattinata, lungo il sentiero che attraversava i pascoli, non abbiamo incontrato nessuno pur essendo un caldo fine settimana di giugno.
Ma ecco qualche altra immagine della giornata…


Probabilmente girando di più e conoscendo meglio la zona avremmo potuto trovare altre specie, ma già così ho potuto aggiungerne un paio alla mia personale checklist. Prossimamente aggiungerò gli scatti migliori all’interno dell’apposita galleria.

A caccia di libellule con la Manifattura Fotografica

Chi ha detto che Internet isola dalla realtà? In molti casi è così, ma ci sono anche situazioni inverse dove invece la Rete permette di ampliare i propri orizzonti e di fare nuove amicizie. Questo è proprio uno di quei casi, infatti qualche settimana fa ho partecipato ad un’uscita in compagnia dei soci dell’associazione Manifattura Fotografica di Bolzano con i quali finora sono stato in contatto esclusivamente tramite social network.

Una panoramica del biotopo "Stagno Fahrer"

Con qualcuno (Luca Torchia) ci eravamo già conosciuti all’aereoporto di Bolzano in occasione dello straordinario avvistamento del nibbio bianco, mentre con altri ci siamo sentiti solo per e-mail o su Facebook. Dato che nell’ultimo anno la mia disponibilità di tempo è parecchio cambiata, con alcuni degli amici con cui ero solito andare a far foto non ci si riesce più a trovare.
Quindi perché non farsi dei nuovi amici con una passione in comune? :hug:

L’occasione si è appunto presentata qualche settimana fa. Da Massimo Pisetta, presidente dell’associazione, ho ricevuto l’invito ad un’uscita di mezza giornata alla ricerca di libellule a cui ben volentieri ho aderito; la meta era l’altopiano di Meltina/S. Genesio e più precisamente il biotopo Stagno Fahrer.
Appena arrivato (con qualche difficoltà nel ricordarmi la strada) ho incontrato il gruppo e dopo le presentazioni di rito ci siamo incamminati verso il biotopo. La giornata non era particolarmente promettente dal punto di vista metereologico, ma ben presto sono arrivate le prime soddisfazioni. Non tanto per le libellule, che hanno tardato ad arrivare, quanto piuttosto per i numerosi giovani tritoni alpini (Triturus alpestris) – ormai senza branchie esterne, ma comunque lunghi non più di 3-4 cm – che si aggiravano fuori dall’acqua.
Questi piccoli soggetti hanno occupato abbondantemente la prima ora di sessione, nonostante le non poche difficoltà nel riuscire a riprenderli in maniera decente…

Una libellula sul mio dito. Foto di Luca Torchia

Quando intorno alle 11.00 è finalmente comparso il sole, anche le libellule hanno deciso di farsi ammirare. La prima a farsi vedere era un’immancabile esemplare di Anax imperator, una delle più grandi ma anche più difficili da fotografare perché non stanno mai ferme. Dopodiché, man mano che il sole aumentava, sempre più esemplari sono comparsi intorno a noi. Gran parte di queste non sono ancora riuscito ad identificarle, anche se dalle dimensioni e dalla morfologia penso facciano parte del genere Sympetrum. Queste ultime, a differenza dell’Anax, erano decisamente più confidenti, arrivando a salirmi sul dito come dimostra anche la foto che vedete qui sopra.
L’unico “aspetto critico” (come direbbe una mia conoscenza) era il posatoio: quasi tutte le libellule avevano scelto di sostare sul vecchio steccato che circonda lo stagno e non c’era verso di riuscire a fotografarle lontane da questo. Sono pochi infatti gli scatti dove il posatoio è un po’ più naturale, anche se a loro tutto sommato non sembrava dare così fastidio… anzi!

La mattinata è stata assai piacevole, divertente e tutto sommato abbastanza positiva. Mi è dispiaciuto lasciare il gruppo, ma la famiglia viene prima di tutto! Così intorno alle 13.00 ho salutato i nuovi amici e mi sono avviato verso casa. Ma la giornata non era ancora finita e sulla strada del ritorno, lungo i tornanti che da Meltina portano a Terlano, mi sono imbattuto in due giovani caprioli che brucavano pacificamente in un piccolo prato al limitare del bosco.
Sono contento di questa uscita e spero che ce ne saranno altre perché ho trovato un bel gruppo di persone con la mia stessa passione e con un grande entusiasmo!


E con questa piccola carellata di fotografie si conclude la cronaca della giornata…

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