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fotografia digitale

Etica della fotografia

Stimolato dal commento di WildT al post che precede questo, mi sono chiesto quale sia effettivamente il valore di una fotografia migliorata attraverso il digitale. Sono assolutamente contrario a togliere elementi di disturbo inseriti in fase di ripresa, quello sarebbe fotoritocco un po’ più pesante, ma effettivamente è poi così sbagliato modificare l’immagine? Ebbene… ho fatto una ricerca con Google con queste key: fotografia digitale etica postproduzione
Dalla ricerca, la prima pagina che ho trovato è un interessante articolo pubblicato su Nadir, a cura di Ezio Turus, che tratta proprio questo argomento. E ci sono alcuni punti di questo articolo che mi hanno fatto riflettere:

«Il mio intervento vuole essere invece un’analisi del mezzo fotografico rapportato alle esigenze dell’artista nel dare forma e colore alle proprie emozioni, positive o negative che siano. E’ il rapporto del fotografo con le sue emozioni che stimola in lui il desiderio dello scatto, creando un’immagine che sia in grado di trasmettere questo suo sentimento all’osservatore. […]
La vera “rivoluzione”, però, la troviamo nell’approccio creativo con il digitale: una volta che le mie immagini sono racchiuse dentro una manciata di bit, posso davvero modificare in qualunque modo il risultato finale. Anzi, posso addirittura pensare la mia immagine prima ancora d’averla scattata.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che cadono i limiti fisici della fotografia tradizionale; sono semplificati i problemi legati alla gestione del colore, sono finiti i tempi in cui i deleteri pelucchi intasavano i nostri negativi in camera oscura, possiamo pensare già a come potrà essere la nostra immagine senza “elementi indesiderati”, possiamo anche pensare a come potrebbe essere con, invece, l’inserimento di soggetti inesistenti».

Fin qui non sono d’accordo con l’autore dell’articolo, poiché parla appunto di eliminare elementi indesiderati e quant’altro. Sulle frasi successive, però, è bene prestare una particolare attenzione:

«Subentra subito un dubbio sull’etica che accompagna tutte queste possibilità. Mi limiterò qui a considerare unicamente interventi di tipo creativo, lasciando l’incombenza della discussione sull’etica in altri momenti e altre sedi. L’approccio creativo, invece, è di fondamentale importanza. Se parto dal principio che con la postproduzione digitale “nulla” è impossibile, cadono anche tutti i limiti che, giocoforza, siamo abituati ad imporci fotografando normalmente. […]
Sappiamo benissimo che la fotografia è la riproduzione bidimensionale di un soggetto tridimensionale; l’uso di un tipo d’obiettivo piuttosto di un altro determina un sostanziale mutamento del risultato in termini di prospettiva e l’uso di un tipo di luce piuttosto che un altro determina un mutamento della percezione dei colori e delle superfici. Solamente il nostro cervello, abituato a ragionare in tre dimensioni, riesce a “ricostruire” le distanze e le proporzioni da una fotografia».

Quest’ultima frase è proprio quello che mi faceva notare WildT nel suo commento. Ma il punto è:

«Se è vero che fotografiamo tutto quello che ci emoziona e cerchiamo di mettere le nostre emozioni nelle immagini, è perfettamente logico considerare “emozioni” tutte le sensazioni generate da ciò che circonda la nostra mente; reali o virtuali che siano».

Cavolo… è verissimo anche questo!
Penso proprio che dovrò riflettere parecchio sulla questione. Anche perché comunque, come ho detto nel post precedente, la rappresentazione della realtà nella sua forma naturale, nel tipo di immagini che scatto, è forse più importante della sola questione estetica. O no? :scratch:

Prime foto in digitale

Ebbene… come promesso qualche giorno fa è arrivato il momento di un piccolo resoconto della “intensa” attività fotografica degli ultimi 2 giorni. Devo dire che i primi risultati di ieri sono stati piuttosto deludenti… in effetti è talmente tanto che non prendo in mano la macchina fotografica, salvo casi sporadici, che certo non m’aspettavo di tirar fuori chissà cosa dagli scatti. Speravo nella pioggia per avere un minimo di ispirazione, ma ovviamente quando vuoi la pioggia c’è il sole e viceversa.

Ieri mattina, preso dalla foga di provare i nuovi acquisti, mi son diretto tutto convinto verso il biotopo di Monticolo da cui parte la Valle della Primavera dove mi aspettavo, e speravo, di fotografare i falsi bucaneve (dei fiori a campanula che avevo già fotografato 3-4 anni fa già a febbraio). Ma quando sono arrivato lì, già dopo i primi passi giù dalla macchina ho avuto il sentore che avrei trovato ben poco… Il freddo di quest’inverno e le abbondanti nevicate hanno ritardato (e credo anche di parecchio) la fioritura; così dopo più di un’ora di inutile girovagare ho deciso di tornare verso Merano e proseguire per il paese di Rablà, dove c’è una bella zona verde con tanto di laghetto per la pesca e uccelli acquatici compresi. Speravo di trovare il fiumiciattolo ghiacciato e così è stato. Ho fatto un po’ di foto in giro, ma purtroppo niente di che…
Oggi invece ho fatto un bel giro con Jenny e sulla passeggiata Tappeiner ho immortalato ancora i pettirossi (che sono piuttosto socievoli!) ed alcuni cardellini. Ecco… qui già ci siamo di più… 2 foto fatte ai pettirossi sono andate a sostituirne altre 2 che avevo già messo sul sito; le avrei potute anche aggiungere, ma la galleria “animali” sarebbe diventata una monografia.
Domani si dorme… Speriamo di riuscire a combinare qualcosa di meglio lunedì!

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