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terrazzo

Falena sul terrazzo di casa

Qualche volta per fare fotografia naturalistica non serve andare tanto lontano: basta un parco cittadino, un prato vicino casa… perfino il giardino condominiale per trovare vita animale, per quanto piccola essa possa essere. Ma a volte capita anche di avere la fortuna di avere ospiti inaspettati anche sul terrazzo di casa.
Nel mio caso, ad esempio, quasi ogni giorno vengono a trovarmi sul terrazzo cinciallegre, cinciarelle, passeri, merli e recentemente anche verdoni che sostano sul mio ulivo sul quale gli faccio a volte trovare semi ed altre delizie adatte a loro. Ma non sono i soli…

Il giorno di Pasqua, mentre dava una pulita ai balconi, mia moglie ha visto sulla rete ombreggiante che abbiamo messo sul parapetto una falena grande almeno 4-5 centimetri. Un po’ schifata ( :asd: ) mi ha chiamato per farmela vedere e quella per me è stata una bella sorpresa; certo l’ambientazione non era delle migliori, ma ogni tanto le cose che raccogliamo in giro tornano utili. L’autunno scorso, infatti, avevo preso un pezzo di corteccia da un castagno tagliato e l’ho portata a casa per farci qualche lavoretto con mio figlio Riccardo. Non avendola ancora utilizzata a tale scopo, mi è tornata utile in altro modo: l’ho avvicinata alla falena e ho toccato delicatamente quest’ultima affinché si muovesse spostandosi sulla corteccia.
La falena sembra aver gradito quel posatoio, spostandosi di buon grado e posizionandosi proprio nel centro del legno.

Non volevo disturbarla troppo, quindi l’ho messa all’ombra (anche se per fotografare la luce non era delle migliori) ed ho inziato ad allestire il set. Che in realtà non era poi così complesso: l’unica fonte di luce non naturale era un pannello riflettente bianco, mentre per il resto l’attrezzatura era costituita dal treppiede, scatto remoto e due obiettivi (il Canon 180mm macro e il Canon 300mm f/2.8).
Ecco uno degli scatti realizzati…

Sphinx pinastri

 

Si tratta di un esemplare di Sphinx pinastri, grossa falena così chiamata poiché il bruco si nutre delle foglie delle conifere. A detta degli esperti del forum di Natura Mediterraneo si trattava con buona probabilità di un soggetto appena sfarfallato.
Se proprio vogliamo essere fiscali, la corteccia in questione non è esattamente quella della pianta ospite, ma è vero anche che nemmeno la ringhiera del terrazzo sarebbe stata proprio il suo ambiente naturale :roll:

Tra i molti scatti ho scelto questo realizzato con il 300mm. La difficoltà nel fare macro con un soggetto così grosso (quasi 2cm tra la punta delle zampe e la schiena) sta nell’avere tutto a fuoco. Con il 180 macro ho ottenuto dei buoni scatti, ma la profondità di campo è ridotta anche a diaframmi molto chiusi; per questo ho scelto di montare il 300mm con il quale ho ottenuto una buona profondità di campo senza sacrificare la qualità dell’immagine.

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