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Concentrato di galline

Quando comprate delle uova avete mai fatto caso a cosa sta scritto sulla confezione? Da qualche anno, i produttori di uova sono obbligati a riportare sulla confezione tutta una serie di dati per la tracciabilità del prodotto, ma non solo. Ci sono infatti diverse diciture sulle scatole e si distinguono in:

  • allevamento in batteria
  • allevamento a terra
  • allevamento biologico
  • allevamento all’aperto

Ma cosa cambia da un tipo di allevamento all’altro?
Proprio ieri stavo seguendo su Raiuno le repliche di Linea Verde e lo chef Vissani, conduttore della trasmissione, si trovava in un allevamento di galline da uova della Romagna che ospita circa 300.000 esemplari di galline. E nel descrivere l’allevamento, sia il proprietario che il conduttore tessevano le lodi al sistema di allevamento in batteria che, stando alle loro parole, era molto naturale: spazio per muoversi, trespoli per poggiarsi, abbeveratoi, cibi esclusivamente vegetali e nidi per covare.

NATURALE?!?! Non so se qualcuno ha visto la trasmissione, ma sentir parlare di «allevamento naturale» e vedere nello stesso tempo le immagini di quei poveri animali, costretti in gabbiette all’interno dei capannoni (10 galline per poco più di un metro quadrato) mi ha lasciato veramente l’amaro in bocca.
E non è solo l’allevamento in batteria a mettere tristezza: spesso si è portati a pensare che le uova da allevamento a terra sia più naturale. Beh, niente di più sbagliato! Le galline allevate a terra non vedranno mai la luce del sole… la loro vita si svolge all’interno dei capannoni, stipate tanto quanto quelle allevate in batteria; l’unica differenza è che invece di stare in gabbie di ferro, queste galline sono adagiate su di una superficie coperta da granaglie e sono “libere di muoversi” all’interno della struttura. Ma nulla di più. E anche qui le immagini del servizio di Linea Verde erano più che esaustive!
Per non parliare della sorte dei pulcini! Riporto da saicosamangi.info: «Negli allevamenti che producono galline ovaiole, i pulcini maschi (inutili al mercato in quanto non in grado di produrre uova, né adatti alla produzione di carne di pollo) sono gettati vivi in un tritacarne, o soffocati in buste di plastica, o schiacciati in apposite macchine per diventare mangime».
Devo aggiungere altro? :puzzled:

Quando vado al supermercato ed acquisto uova, faccio sempre attenzione che il tipo di allevamento sia quantomeno del tipo “all’aperto” (o ruspante), che garantisce agli animali una vita quantomeno dignitosa; le galline allevate con questo metodo, infatti, oltre a vedere la luce del sole e vivere in maniera naturale, hanno la garanzia di avere almeno 4 metri quadrati a propria disposizione (per singolo animale).
Ed il biologico? Benissimo anche quello! La dicitura “biologico”, infatti, prevede unicamente l’allevamento a terra. E come ulteriore garanzia e tutela degli animali (e della nostra salute) richiede l’utilizzo di mangimi derivati esclusivamente da agricoltura biologica, così come è vietato l’utilizzo di additivi, di OGM o di farine di pesce.

Insomma… quando dovete comprare delle uova, fate caso a quello che leggete sulla confezione. E ricordatevi che un uovo non vale l’altro!

Se volete approfondire il tema, ecco qualche link utile:
http://www.centroconsumatori.it/43v377d756.html
http://www.saicosamangi.info/allevamenti/etica/galline.html
http://www.infolav.org/lenostrecampagne/allevamenti/gallineovaiole/

3 risposte a Concentrato di galline

  • elora scrive:

    grazie per la notizia, decisamente farò più attenzione d’ora in poi!

  • francesca scrive:

    mille grazie per l’informazione. davvero molto utile!!!…

  • Marco scrive:

    Carissimo, giravo per la rete e mi sono soffermato sull’articolo, capisco lo sdegno  che si può provare per i "poveri animali" di cui noi umani facciamo uso e consuetudine dell’alimentazione quotidiana, ma è necessario capire 2 cose di primaria importanza prima di dare un giudizio definitivo. Prima cosa: Non so se hai visto mai allevamenti a terra o biologici o organici o ti sei mai occupato della tematica sui reflui di allevamento, della questione dell’eutrofizzazione delle falde da effluenti carichi di azoto, delle problematiche legate all’ambiente e di conseguenza all’uomo, dato che questo nostro sistema "mondo" è chiuso agli scambi di materia con lo spazio esterno. Non sono qui per elogiare le caratteristiche della batteria, dato che ogni tipologia di allevamento viene concepita per 1.rendere dignitose le condizioni di chi ci lavora (problematica che non si affronta quando si pensa alle povere galline) ma soprattutto ripeto per 2.migliorare l’ambiente, 3.l’igiene (cosa più importante del resto) ed in ultimo ma non per importanza il 4.benessere degli animali. non bisogna dimenticarsi che gli animali sono selezionati dall’uomo per migliorare le performance produttive per cui essi sono allevati, persino i cani e i gatti, animali da compagnia che impunemente teniamo reclusi nelle nostre case.. ma è davvero così?? o forse gli animali sono già "abituati" all’uomo??

    seconda cosa: l’uomo oggi ha migliorato il suo standard di vita perchè in passato ha avuto la fulgida idea di  separare il luogo dove defecava, dal luogo dove trovava fonte di approvvigionamento alimentare.. perchè tornare indietro???

    In inghilterra usano cibarsi anche di uova esclusivamente organiche… questione di burocrazia…

    Tante altre sono le argomentazioni su cui disquisire ma credo che queste siano la summa.

    Spero di non averti annoiato e di aver portato un contributo costruttivo al tuo blog.

    Regards.

    Marco.

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