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	<title>GegeOnLine - Fotografia naturalistica di G. Perbellini &#187; immigrazione</title>
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	<description>Fotografia naturalistica di Giorgio Perbellini</description>
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		<title>Italiani in Alto Adige: un po&#8217; di storia</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jul 2006 11:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e società]]></category>
		<category><![CDATA[alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[bilinguismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo post scritto, ieri mi sono ritrovato questo commento scritto da Pippo &#38; Saso: «Ma scusate se vi dico una cosa interessante&#8230; perchè non ve ne tornate a casa vostra in Austria. Maledetto De Gasperi che vi ha concesso la rendita fissa&#8230;che dio vi maledica&#8230; VIVA L&#8217;ITALIA. Comunque invece di scrivere questo stupido blog, vai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo post scritto, ieri mi sono ritrovato questo commento scritto da <strong><a href="http://www.lcterrona.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #993300;">Pippo &amp; Saso</span></a></strong>:</p>
<p>«<em>Ma scusate se vi dico una cosa interessante&#8230; perchè non ve ne tornate a casa vostra in Austria. Maledetto De Gasperi che vi ha concesso la rendita fissa&#8230;che dio vi maledica&#8230; VIVA L&#8217;ITALIA. Comunque invece di scrivere questo stupido blog, vai a lavorare e vai in Austria</em>».</p>
<p>Pur sentendomi offeso per quanto scritto, ed in particolare per l&#8217;ultima frase, ho deciso di non cancellare il commento in questione a dimostrazione di <strong>quanta <span style="text-decoration: underline;">ignoranza</span></strong> ci sia ancora oggi sulla situazione altoatesina. E non è la prima volta che mi sento dire: «Ma come! Sei bolzanese quindi sei tedesco»&#8230;<br />
Questo post quindi vuole fare un po&#8217; di chiarezza sulla storia dell&#8217;Alto Adige dal 1919 ad oggi, soprattutto per far capire <strong>CHI SONO gli italiani</strong> che oggi vivono nel &#8220;Sudtirolo&#8221;.</p>
<p><strong><span style="color: #339966;"><br />
<span style="font-family: Tahoma;">STORIA DELL&#8217;ALTO ADIGE</span></span></strong><br />
<span style="font-family: Tahoma;">Alla fine della prima guerra mondiale, <strong>nel 1919, l&#8217;Alto Adige viene attribuito all&#8217;Italia</strong> senza obbligo di tutela della minoranza tedesca. Il governo e il re Vittorio Emanuele si sono impegnati in questo senso, ma nel 1922 Mussolini fa revocare una serie di disposizioni speciali emanate a favore delle minoranze.<br />
Nel 1923, con Tolomei, ha inizio un processo di italianizzazione dell&#8217;Alto Adige: uso esclusivo della lingua italiana negli uffici pubblici, chiusura di gran parte delle scuole tedesche e <strong>incentivi all&#8217;immigrazione da altre regioni italiane</strong> (tra cui i miei nonni e bisnonni!). Naturalmente questo incontra le opposizioni di alcuni gruppi che, tra l&#8217;altro, fondano scuole clandestine in lingua tedesca.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Nel 1935, la realizzazione della zona industriale di Bolzano è accompagnata da una <strong>massiccia immigrazione di lavoratori, con le loro famiglie, da altre zone d&#8217;Italia,</strong> in particolare dal Veneto (da cui il mio cognome ha infatti origine). A Bolzano vengono aperti gli stabilimenti Montecatini, Lancia, Magnesio e Acciaierie.<br />
Nel frattempo in Germania acquista sempre maggior potere il nazismo di Hitler, che viene visto come un possibile liberatore dai sudtirolesi, ma nel 1938 Mussolini ottiene dal Führer rassicurazioni sull&#8217;intoccabilità del confine italiano. L&#8217;anno successivo ai sudtirolesi viene offerta un&#8217;opzione: restare nella propria terra, rinunciando alla propria identità culturale, oppure optare per la cittadinanza tedesca e lasciare per sempre l&#8217;Alto Adige.<br />
Nel 1940 scoppia la seconda guerra mondiale, in cui l&#8217;Italia è alleata con la Germania di Hitler. Tre anni dopo, in seguito ad un armistizio, le truppe tedesche occupano la provincia di Bolzano e <strong>molti cittadini italiani che si oppongono al nazionalsocialismo vengono uccisi o deportati nei campi di concentramento</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Nel 1945 la guerra finalmente finisce; le truppe alleate entrano in Alto Adige costringendo al ritiro le truppe naziste. <strong>La popolazione di lingua tedesca forma un partito di raccolta, la SVP</strong> (Südtiroler Volkspartei, tutt&#8217;oggi primo partito dell&#8217;Alto Adige), ed auspica un ritorno del territorio all&#8217;Austria. Tuttavia il 5 settembre 1946 Alcide De Gasperi e l&#8217;allora ministro degli esteri austriaco, Karl Gruber, firmarono un accordo che confermava il Sudtirolo come territorio italiano e consentiva il rientro degli emigranti sudtirolesi che nel 1939 avessero scelto di trasferirsi in Austria.<br />
<strong>Nel 1948 viene quindi istituito lo Statuto speciale</strong>, tuttora in vigore, con il quale si concedeva un&#8217; ampia autonomia amministrativa alla Regione Trentino-Alto Adige: fu affermato il <strong>bilinguismo italiano/tedesco</strong>, furono istituite scuole in lingua tedesca, venne introdotta la toponomastica bilingue. Ma la popolazione tedesca non era ancora soddisfatta perché, a loro avviso, <strong>troppi italiani venivano qui in cerca di lavoro dalle zone più disagiate dell&#8217;Italia</strong>. Cosicché negli anni &#8217;60 ci furono numerosi attentati dinamitardi a danno di strutture italiane, con conseguente opposizione delle Forze dell&#8217;Ordine tra cui ci sono stati diversi morti.<br />
Tutto il resto è poi storia recente. <strong>Gli attentati sono andati avanti per quasi 30 anni</strong>; l&#8217;ultimo risale all&#8217;autunno del 1988! In un clima simile la convivenza è tutt&#8217;altro che facile. Non è raro l&#8217;utilizzo del termine &#8220;etnie&#8221; (cfr <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Etnia" target="_blank"><span style="color: #993300;">Wikipedia</span></a></strong>), a sottolineare la divisione tra i due gruppi linguistici, anche se qualche passo avanti verso l&#8217;intregrazione è stato fatto.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;"><strong><span style="color: #339966;">GLI ITALIANI IN ALTO ADIGE<br />
</span></strong>La convivenza tra i due gruppi linguistici dell&#8217;Alto Adige viene oggi resa difficile anche dai <strong>disagi che la popolazione italiana deve affrontare</strong>. Lo Statuto di autonomia tutela la minoranza tedesca, spesso a scapito di quella italiana dato che <strong>la Provincia è di fatto in mano al partito della SVP</strong>. In particolare i problemi per gli italiani dell&#8217;Alto Adige, figli e nipoti dei molti emigranti, sono 3:</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">a) la <strong>necessità di possedere l&#8217;attestato di bilinguismo (italiano/tedesco)</strong> per l&#8217;accesso ai posti di lavoro pubblici; la lingua tedesca è più difficile da imparare a causa della costruzione piuttosto diversa della frase e dell&#8217;innumerevole quantità di vocaboli &#8220;ostici&#8221;. Senza contare che all&#8217;esame per ottenere l&#8217;attestato c&#8217;è chi è stato bocciato per non aver saputo descrivere le parti della mongolfiera (senza conoscerle nemmeno in italiano)&#8230;<br />
b) la <strong>distribuzione delle ricchezze</strong> (e quindi, di fatto, del potere) <strong>sbilanciata nettamente a favore della popolazione tedesca</strong>; è naturale che sia così, proprio perché gli italiani dell&#8217;Alto Adige sono per lo più figli e nipoti di emigranti venuti in questa terra in cerca di lavoro, a differenza della popolazione tedesca che possedeva (e possiede tuttora) gran parte delle proprietà immobiliari e terriere.<br />
c) il <strong>sistema proporzionale</strong> adottato come criterio per l&#8217;attribuzione dei posti di lavoro pubblici (sempre che si abbia l&#8217;attestato di bilinguismo di cui al punto A) e per le sovvenzioni provinciali. Faccio un esempio: <strong>se in un ufficio pubblico ci sono 10 posti di lavoro disponibili, 6 sono destinati a persone di madrelingua tedesca, 3 a persone di madrelingua italiana ed 1 ad una persona di madrelingua ladina</strong>. Questo sistema tiene conto del totale della popolazione del territorio, senza però calcolare che l&#8217;effettiva necessità di lavoro nei posti pubblici è della popolazione italiana (perché molti di madrelingua tedesca sono occupati nel settore agricolo o alberghiero&#8230; e non hanno certo bisogno di un posto pubblico).</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Il tutto viene regolato dal <strong>censimento</strong> che obbliga ogni cittadino altoatesino a <strong>dichiarare la propria appartenenza ad un gruppo linguistico</strong>; le schede compilate sono conservate in un apposito ufficio del Tribunale di Bolzano a cui è necessario rivolgersi in particolare quando si deve partecipare ad un concorso pubblico.<br />
Da notare che, pur di lavorare, non sono pochi quelli che si dichiarano appartenenti al gruppo linguistico tedesco rinunciando, seppur in minima parte, a difendere la propria identità culturale.</span></p>
<p>Con questo spero di aver fatto un po&#8217; di chiarezza e spero che siano in molti quelli che, leggendo, conosceranno un po&#8217; meglio questo pezzetto d&#8217;Italia che spesso viene attribuito, in modo del tutto errato, al territorio austriaco.</p>
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