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Giretto in Alta Passiria

A settembre dell’ormai lontano 1996, quando frequentavo la 2^ superiore, i professori ci portarono a fare un’uscita didattica nella zona di Passo Rombo, nell’Alta Val Passiria. La meta dell’escursione erano i ghiaioni ai piedi del Monte dei Granati (Granatkogel in tedesco), famoso per gli importanti ritrovamenti di cristalli dell’omonimo minerale.
Ricordavo con fascino quell’escursione; non solo per i cristalli di granato trovati incastonati nei micascisti, ma anche e soprattutto per il paesaggio dell’alpe che abbiamo attraversato per giungere alla meta, al centro della quale si trovava un piccolo lago alpino sulla cui superficie si specchiavano i ghiacciai circostanti.

Da allora non sono più tornato in quel luogo incantato. Me la ricordavo come una lunga e faticosa camminata, ma recentemente ho trovato indicazioni sull’erscursione che davano un tempo di percorrenza complessivo di solo un’ora e mezza. Così quando qualche settimana fa con Max abbiamo deciso di farci un giro in montagna per fare un po’ di scatti, la mia proposta è stata proprio l’Alpe del Lago (Seeberalm). Lo stesso posto che qualche anno fa mi aveva così affascinato.
Ci siamo organizzati per tempo, ma purtroppo le cose non sono andate per il verso giusto. L’intero fine settimana era un continuo alternarsi di schiarite e piovaschi, tanto che inizlamente eravamo sul punto di rinunciare all’uscita. Ma alla fine abbiamo deciso di tentare comunque ed arrivati al parcheggio dell’albergo Hochfirst siamo (giustamente?) rimasti un po’ delusi.
Penso che la foto a lato dica tutto: nella zona di Monteneve (dalla parte opposta della vallata) il cielo era azzurro, ma al contrario l’Alpe del Lago era avvolta dal grigiore delle nubi cariche di pioggia che coprivano le cime. Siamo arrivati sul posto verso le 15.00; l’idea era quella di sfruttare la luce del pomeriggio. Abbiamo mosso solo qualche passo lungo il sentiero che conduce al fondovalle, poi però abbiamo cambiato idea; il vento forte e qualche goccia di pioggia ci han suggerito che forse non era il tempo giusto per un’erscursione di questo tipo e non avremmo ottenuto certo delle buone immagini.

Di certo però sarebbe stato assurdo mollare tutto. Oramai ci eravamo fatti circa un’ora di macchina e tutto sommato, guardando dalla parte opposta, il tempo non era poi così male. Così nonostante la meta iniziale fosse diventata quasi proibitiva, abbiamo comunque deciso di fermarci e fare un giro nei dintorni. Alla fine della giornata il risultato non è stato poi così malvagio e tutto sommato mi ha permesso di sgranchire un po’ le gambe. Certo è comunque un giro che ho intenzione di fare quando se ne presenteranno le condizioni…
Ed ora alcuni degli scatti della giornata…


Incontri estivi

L’estate è ormai quasi giunta al termine (almeno viste le temperature degli ultimi giorni) e, nonostante sia trascorso parecchio tempo dal mio ultimo post, sono sempre qui ed ho qualcosa di nuovo da mostrare a chi ancora ha la voglia di seguirmi. Non ho scattato molto in questi mesi, ma un paio di immagini interessanti le ho realizzate. Tra queste, due che ho inserito nella galleria “Mammiferi“; la prima riguarda un maschio di capriolo fotografato a poche centinaia di metri di distanza dall’albergo a Selva di Val Gardena dove ho alloggiato per qualche giorno con la famiglia, mentre la seconda ritrae invece una bestiola poco comune che ho incontrato quasi per caso la scorsa domenica nei pressi della cascata di Parcines: un toporagno acquatico di Miller (Neomys anomalus).

Toporagno d'acqua (Neomys fodiens)

Questo piccolo animaletto pare essere piuttosto diffuso, anche se è la prima volta in 32 anni che mi capita di vederne uno. Le dimensioni sono simili a quelle di un topolino di campagna e nell’aspetto è una sorta di incrocio tra un topolino ed una talpa, tanto che io e mia sorella (a cui va il merito di averlo scovato) l’abbiamo scambiato per quest’ultima. Ma ciò che mi ha insospettito subito era il colore bianco del ventre, la lunga coda e l’estrema facilità con cui si muoveva tra le acque del torrente.
Osservati gli scatti fatti mi è subito venuto in mente il toporagno e, con una breve ricerca su Google, sono presto risalito all’identità del simpatico roditore.

Tecnicamente parlando, la foto non è perfetta: la luce abbastanza dura e la difficoltà nell’esporre era notevole a causa del contrasto tra ventre bianco e dorso nero. Inoltre mi sarebbe piaciuto avere un’ambientazione un po’ più colorata, ma l’animaletto si muoveva freneticamente ed ho dovuto scattare numerosissime immagini per poter portare a casa qualcosa di decente. Spero comunque di aver regalato a chi mi legge un bel documento, diverso dal solito! ;)

Marmotte? No fiori…

E’ vero che volevo aggiornare il blog costantemente… e l’avrei anche fatto. Ma purtroppo erano le immagini a non essere ancora pronte; finalmente in questi giorni sono riuscito a finire di sistemare le foto di un’uscita del 6 giugno in compagnia di mia sorella Ilaria. Per quella domenica era in realtà prevista un’uscita in quel dell’Engadina (Val Roseg) con gli amici del Fotoclub Immagine, ma con Riccardo a casa non potevo permettermi più di una mezza giornata fuori porta; così ho ripiegato su Merano 2000, dove speravamo di riuscire ad osservare da vicino qualche marmotta.
Purtroppo, nonostante il freddo dei giorni precedenti, al contrario di qualche anno fa i simpatici mammiferi sembravano già essere piuttosto svegli e il loro immancabile fischio di allarme lasciava ben poche speranze di riuscire ad avvicinarle. Camminando siamo arrivati all’altezza della chiesa di S. Osvaldo, ripiegando (fotograficamente) per lo più sui molti fiori che riempivano i prati



Tra le specie caratteristiche che si potevano osservare c’erano molte genziane e genzianelle, Pulsatilla alpina, Ajuga piramidalis, primule e crocus che spuntavano tra l’erba ancora secca. La luce probabilmente non era il massimo, ma qualche buono scatto l’abbiamo comunque tirato fuori!

Castelfeder: natura e archeologia

L’anno scorso, verso metà maggio, segnalavo agli amici della mailing list “La flora in Trentino Alto Adige” la presenza di alcuni esemplari di Cephalantera longifolia nella zona di Lana. E dato il mio interesse verso le orchidee spontanee, qualcuno in risposta mi segnalava la presenza di molte orchidee in fiore nel biotopo di Castelfeder, sulla collina compresa tra i comuni di Ora e Montagna.
Così quest’anno mi sono voluto informare su cosa effettivamente ci fosse a Castelfeder. La zona di per sé già merita, grazie anche alla presenza di numerosi siti archeologici che testimoniano l’ampia presenza di insediamenti nel corso dei secoli e che rendono il paesaggio particolarmente affascinante. Ma per quanto riguarda le presenze vegetali, la risposta è stata: Orchis morio.
Ok… il giglio caprino (come viene chiamata questa orchidea) è forse tra le più comuni, ma si tratta comunque di una specie che mancava nella mia piccola checklist personale. E allora, dopo due settimane di pioggia costante, sabato scorso ho finalmente avuto l’occasione di farci un giro in compagnia di mia sorella…


Devo dire che sono contento di come è andata l’uscita. In primo luogo perché è stata una mattinata piacevole, ma non da meno il fatto che finalmente, dopo parecchio tempo (visti gli impegni famigliari), sono riuscito a tornare a casa con una serie di scatti carini che mi hanno lasciato piuttosto soddisfatto.
Alcuni dei nuovi scatti li trovate nelle gallerie ed in particolare nelle sezioni “Fiori e piante“, “Orchidee spontanee” e “Scorci e paesaggi“. D’ora in poi sarà abbastanza semplice identificare le nuove immagini visto che, una volta inserite, saranno ai primi posti nelle anteprime.

Approfitto di questo post anche per segnalare la mailing list cui accennavo all’inizio di questo post. Alcuni di voi forse conosceranno EBN Italia e la mailing list con cui molti birdwatchers si scambiano informazioni sulle osservazioni fatte. Di questa mailing list esistono anche dei gruppi locali, molto attivi e utili ad appassionati e studiosi della fauna. Quindi lo scorso anno mi son chiesto: perché non fare lo stesso con la flora? Perché non scambiarsi informazioni su presenze vegetali e su fioriture della nostra regione?
Così ho aperto la mailing list “La flora in Trentino Alto Adige” con lo scopo di condividere informazioni di questo tipo. Purtroppo da un anno a questa parte non sono ancora molte le iscrizioni né tantomeno i messaggi in lista; dunque se tra chi mi legge qualcuno abita in Trentino Alto Adige e vuole contribuire, ben vengano le nuove adesioni!

Immagini dalla Val Passiria

Rieccomi nuovamente a voi. Il ripristino del sito è ormai quasi completo, anche se devo ancora finire di inserire le descrizioni alle immagini della galleria paesaggi e, inoltre, sto cercando di capire come fare a ripristinare la rubrica della “foto del mese” che, per come è strutturato ora il sito, mi risulta un po’ difficile da ripristinare.
Ah… e poi vorrei cercare di reimportare qui l’intero blog che avevo su Iobloggo; ma per questo c’è tempo e saranno sicuramente necessarie un po’ di prove in locale per evitare di compromettere l’intero database.

Ma bando alle divagazioni…
Sicuramente chi mi segue da un po’ di tempo avrà notato che con questa nuova versione di GegeOnLine sono state inserite alcune nuove immagini nelle gallerie ed altre sono invece state eliminate. E oggi, approfittando di un po’ di tempo dedicato proprio a sistemare il sito, ho aggiunto anche 3 nuove immagini scattate lo scorso fine settimana in compagnia di Anita. Due di queste sono state scattate a Moso nei pressi del “Bunker Mooseum” e ritraggono due stambecchi, simbolo del Parco Naturale del Tessa di cui il comune di Moso fa parte.

Stambecco

Queste fotografie sono scattate in ambiente controllato, in quanto gli stambecchi sono nati in cattività e si trovano ora in un grande recinto nel piccolo comune della Val Passiria. La terza immagine, invece, la potete trovare nella galleria “Fiori e piante” ed è invece stata scattata nei pressi della frazione di Plan.

La prima neve

Ad oltre un mese dall’ultima uscita (eh sì… mi sono rassegnato dato che a breve il tempo liberò sarà ancora meno!), la scorsa domenica in compagnia di Max (foto 2) ho fatto un piccolo giretto fotografico nella zona di Verano. Partendo dal parcheggio dell’Albero Verde, uno dei più antichi alberghi della zona, ci siamo diretti verso la Leadner Alm.
Due giorni prima è scesa parecchia neve, ma il vento caldo che si è alzato nella notte purtroppo ne ha sciolta molta; dopo due giorni rimanevano poco più di 10-15 cm. Ed anche il tempo non era il massimo, ma qualche scatto carino l’abbiamo ottenuto comunque.

Max Vaccari in tenuta invernale. © G. Perbellini 2009

Certo con più neve e magari un cielo meno coperto avrebbe avuto un fascino diverso. Quello che più mi ha colpito durante la camminata è stato il gioco di linee creato dagli steccati di legno in mezzo ai prati coperti di neve, con alcune baite di legno che interrompevano il bianco candido della coltre nevosa.

Neve sulle baite di Verano

Questa era la prima neve, ma l’inverno è ancora lungo… qualche altra occasione ci sarà di sicuro!! :roll:

Autunno sull’altopiano del Salto

Oramai ho rinunciato a scrivere in maniera continuativa sul blog, ma non vorrei lasciar passare un altro mese prima di fare un piccolo resoconto dell’ultima uscita. Già… perché tra un sabato in cerca di carrozzine e l’altro in cerca di lettini, ogni tanto riesco a prendermi un po’ di tempo per la fotografia. Come lo scorso sabato, ad esempio, che in una bella giornata di sole ho potuto godere dei colori dell’autunno sull’altopiano del Salto in zona Meltina/San Genesio.

L’uscita programmata con Paolo è stata piacevole fin dal primo momento quando, giunti sui prati di Lavena, abbiamo cominciato la giornata fotografando un puledro di cavallo avelignese e la sua mamma in una splendida cornice autunnale. Nell’insieme la giornata è stata una passeggiata attraverso quello che è conosciuto anche come il più grande prato di larici d’Europa; quale luogo poteva essere migliore per fotografare la stagione più colorata dell’anno?


E se già di per se l’ambiente circostante è in grado di regalarti sensazioni di tranquillità, qualche piccola emozione è arrivata anche dal cielo: in più di un’occasione abbiamo avuto modo di osservare il famoso “mobbing” di una cornacchia ai danni di una poiana. Tra l’altro una di queste ultime, come si vede nella foto, ci è anche passata piuttosto vicina.

Ma non è finita! Sulla strada del ritorno mi sono improvvisamente accorto di una strana riga nera nel cielo; in un primo momento avevo pensato ad un parapendio, ma la forma era davvero strana. Così ho puntato il teleobiettivo ed ho visto che si trattava di uno stormo di circa 60-70 uccelli di grandi dimensioni che attraversava la valle dell’Adige in direzione sud. Così mi sono messo a fantasticare su cosa potessero essere quei punti neri che si stagliavano in formazione nel cielo. A Paolo ho detto: «Potrebbe essere di tutto… anatre, oche… magari gru… siamo in periodo di migrazione!»

Mi rendo conto che dalla foto non si vede un granché… :roll:
Arrivato a casa, ecco la sorpresa: dal nodo locale di EBN Italia arrivano numerose segnalazioni di un’imponente passaggio di gru in regione!! Si parla di almeno 1200 esemplari che hanno attraversato il nostro territorio per raggiungere i luoghi di svernamento. Peccato non averle notate prima; magari sarei riuscito a vedere qualcosa di più che dei semplici punti neri. Ma comunque… che emozione già solo sapere di aver in qualche modo documentato il viaggio di questi instancabili migratori!

Vernago – 29/09/2009

Con un mese abbondante di ritardo, cosa che oramai è diventata un’abitudine, pubblico uno degli scatti realizzati il 29 settembre durante una mattinata fotografica trascorsa con mia sorella. Alla fine del mese scorso mi sono infatti preso 3 giorni di pausa dal lavoro per finire alcuni lavori in casa e staccare un attimo dallo stress degli ultimi tempi.
Abbiamo fatto il giro completo del lago di Vernago, poco sotto la frazione di Maso Corto in Val Senales da cui parte la funivia per il famoso ghiacciaio del Similaun.

Lago di Vernago

Da qualche tempo ho una grande nostalgia della fotografia di paesaggio; probabilmente perché negli ultimi anni l’avevo messa un po’ in secondo piano per motivi legati anche alla salute. Adesso però si fa sempre più vivo il desiderio di montagna per poter vivere e fotografare i bei paesaggi dell’Alto Adige…

Valsura… again!

Ecco un breve resoconto di un’abbastanza proficua uscita, questa mattina, in compagnia di Max… ancora una volta al biotopo del Valsura.
Sembra impossibile, ma non c’è verso che io riesca a trovare una mantide religiosa in natura! Le uniche che sono riuscito a vedere, sia questo che lo scorso anno, erano sotto il mio ufficio mezze moribonde. Ma per il resto proprio non c’è verso di scovarle!
Proprio questo affascinante insetto doveva essere, assieme alle libellule, l’obiettivo di oggi. Ma le cose non sono andate proprio come dovevano…

Uno dei due elementi c’era: la rugiada dopo un’intera notte piovosa; purtroppo però mancavano i soggetti principali. Infatti sia mantidi che libellule non si son fatte vedere, tranne un paio di piccole damigelle – parenti delle libellule - che però non mi han permesso di fare gli scatti sperati.
La mattinata comunque è stata positiva e qualche buono scatto è comunque uscito. L’erba era invasa da minuscole cicadelle, dette anche sputacchine, nonché da molte lumache, alcune delle quali erano fortemente intenzionate a seguirmi fino a casa.
Nella zona del laghetto dei pescatori abbiamo trovato anche un gabbiano con il quale ci siamo divertiti… peccato non essere riusciti (io, perlomeno) a fare degli scatti in volo decenti. Ma direi che ci possiamo comunque accontentare!

Ecco qui qualcuno degli scatti fatti questa mattina. Ovviamente mi mancano diverse foto da sistemare, ma è un inizio…


Salvo imprevisti, nei prossimi giorni voglio provare ad andare in mezzo ai campi di Postal per provare nuovamente a cercare le mantidi. Chissà se riuscirò a trovarle dato che mi sono state segnalate da più persone…

Argiope bruennichi

Finalmente ne ho trovato uno!
Incontri come questo sono molto spesso casuali; ma considerando che il luogo in cui ho trovato questo spettacolare ragno non è nemmeno tanto lontano da casa, mi ci è voluto poco a prendere l’attrezzatura e tornare sul posto dove ho fatto numerosi scatti.

Argiope con preda

La cosa divertente è stata che ho scovato questo ragno mentre cercavo di capire cosa faceva una ragazzina con le mani in mezzo ad un cespuglio. Il ragno era a poco più di un metro da lei… vi lascio immaginare la sua faccia quando l’ho indicato per farlo vedere a mia moglie. Era qualcosa tipo…  8-O

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