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	<title>GegeOnLine - Fotografia naturalistica di G. Perbellini &#187; falconeria</title>
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	<description>Fotografia naturalistica di Giorgio Perbellini</description>
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		<title>Un falco robot per la sicurezza negli aereoporti</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 12:39:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[aereomodellismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Repubblica.it (16.06.2010): «Sono passati 17 mesi da quando un uccello finito nel motore costrinse un volo della Us Airways a uno spettacolare atterraggio d&#8217;emergenza nel fiume Hudson, a Manhattan. Da allora, gli investimenti per evitare che i volatili imperversino sulle piste degli aeroporti sono aumentati a dismisura, e gli scienziati propongono soluzioni tecnologiche sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://tv.repubblica.it/" target="_blank"><strong>Repubblica.it</strong></a> (16.06.2010):<br />
<em>«Sono passati 17 mesi da quando un uccello finito nel motore costrinse un volo della Us Airways a uno spettacolare atterraggio d&#8217;emergenza nel fiume Hudson, a Manhattan. Da allora, gli investimenti per evitare che i volatili imperversino sulle piste degli aeroporti sono aumentati a dismisura, e gli scienziati propongono soluzioni tecnologiche sempre nuove. Una delle più affascinanti è quella ideata dall&#8217;ornitologo olandese Robert Musters: un falco robot che, con il suo aspetto e i suoi volteggi, spaventa gli altri pennuti tenendoli lontani dagli aerei. &#8220;Se il falco di Musters fosse stato adottato un anno fa&#8221;, scrive oggi il Wall Street Journal, &#8220;Chesley Sullenberger (il pilota dell&#8217;aereo finito nell&#8217;Hudson) non sarebbe un eroe&#8221;</em>».</p>
<p style="text-align: left;">
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<p style="text-align: left;">Certo una soluzione come questa sarebbe utile per due motivi: eviterebbe l&#8217;impiego della <strong>falconeria negli aereoporti</strong>, riducendo quindi anche le spese di gestione. E&#8217; proprio il caso di dirlo&#8230; se funziona si prenderebbero <strong>due piccioni con una fava</strong>!</p>
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		<title>Viaggio in Scozia &#8211; giorno 7</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 19:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario di viaggio: Scozia 2007]]></category>
		<category><![CDATA[fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[aviemore]]></category>
		<category><![CDATA[coniglio selvatico]]></category>
		<category><![CDATA[distilleria]]></category>
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		<category><![CDATA[mare del nord]]></category>
		<category><![CDATA[scozia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio di nozze]]></category>
		<category><![CDATA[whisky]]></category>

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		<description><![CDATA[Probabilmente quella di oggi è stata e resterà la tappa più bella dell&#8217;intero viaggio, un po&#8217; grazie al tempo clemente che ci ha fatto apprezzare paesaggi mozzafiato, un po&#8217; per i luoghi visitati e, personalmente, per le soddisfazioni fotografiche serali. Ma andiamo con ordine&#8230; La strada che abbiamo seguito dal mattino era probabilmente la più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente quella di oggi è stata e resterà <strong>la tappa più bella dell&#8217;intero viaggio</strong>,  un po&#8217; grazie al tempo clemente che ci ha fatto apprezzare paesaggi  mozzafiato, un po&#8217; per i luoghi visitati e, personalmente, per le <strong>soddisfazioni fotografiche serali</strong>. Ma andiamo con ordine&#8230;</p>
<p>La strada che abbiamo seguito dal mattino era  probabilmente la più affascinante finora. Sulla nostra destra quasi  sempre si vedevano i <strong>monti delle <em>Highlands</em></strong>, mentre a sinistra ci accompagnavano le acque del <strong>Mare del Nord</strong> che proprio nella zona di John O&#8217;Groats, dove siamo stati ieri, si  incontrano con l&#8217;oceano. Al largo, ma non molto lontane dalla costa, due  <strong>piattaforme petrolifere</strong> alimentate da un impianto eolico ben visibile anche ad occhio nudo.<br />
Dopo poco più di un&#8217;ora di strada siamo arrivati al magnifico <strong>castello di Dunrobin</strong>, tuttora abitato dai <strong>Duchi di Sutherland</strong>,  che finora è il più bel castello visto durante il nostro viaggio. Non  solo all&#8217;interno vi è una ricchissima collezione di oggetti d&#8217;arte ed  antiquariato, ma <strong>gli esterni sono veramente splendidi</strong>, dall&#8217;architettura del castello al vasto e verdissimo parco.<br />
Dopo la visita al castello, tra l&#8217;altro, abbiamo assistito ad una <strong>dimostrazione di volo di uccelli rapaci</strong>,  perfettamente addestrati da un falconiere. E&#8217; vero che la falconeria è  una pratica criticabile, ma in un Paese come la Scozia, dove la cultura  della caccia è ancora viva, non ci si può aspettare che non venga  utilizzata. Fortunatamente, come per le dimostrazioni di volo del Centro  Recupero Avifauna di Castel Tirolo, anche qui la falconeria viene <strong>usata anche a scopo didattico ed informativo</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1702" style="margin: 5px;" title="Lo splendido castello di Dunrobin. © G. Perbellini 2007" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia033.jpg" alt="" width="450" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-1703" style="margin: 5px;" title="Gufo reale. © G. Perbellini 2007" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia034.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>Dopo il pranzo, consumato nella <em>Tea House</em> del castello, un&#8217;altra oretta di pullman fino a raggiungere la <strong>piccola ma famosa distilleria del whisky <em>Glenmorangie</em></strong>, a Tain, dove siamo stati condotti in un affascinante viaggio nei segreti del <strong>whisky scozzese</strong>.<br />
Karen, la guida della distilleria, con il supporto di Anna nel ruolo di interprete, ci ha mostrato <strong>le varie fasi della lavorazione</strong> tra le quali la fermentazione del malto d&#8217;orzo nelle apposite vasche e quella affascinante della <strong>distillazione</strong>. Quest&#8217;ultima viene effettuata in 8 speciali alambicchi, che <strong>con la loro altezza di 5,13 metri sono i più alti di tutta la Sco</strong>zia.<br />
Non  meno importante la fase dell&#8217;invecchiamento nei barili, effettuata in  appositi magazzini di pietra nei pressi della fabbrica, che alla <em><strong>Glenmorangie </strong></em>si differenzia in base alla tipologia di whisky da produrre. E per finire&#8230; <strong>l&#8217;immancabile assaggio</strong> offerto dal personale della distilleria ed i successivi acquisti da portare ai parenti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1704" style="margin: 5px;" title="Ingresso della distilleria &quot;Glenmorangie&quot;" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia035.jpg" alt="" width="200" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-1705" style="margin: 5px;" title="Panoramica sugli edifici della Glenmorangie. © G. Perbellini 2007" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia036.jpg" alt="" width="450" height="300" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1706" style="margin: 5px;" title="Il centro visite della distilleria &quot;Glenmorangie&quot;. © G. Perbellini 2007" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia037.jpg" alt="" width="450" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-1707" style="margin: 5px;" title="Alambicchi per la distillazione del whisky. © G. Perbellini 2007" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia038.jpg" alt="" width="200" height="300" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1708" style="margin: 5px;" title="Botti in invecchiamento... © G. Perbellini 2007" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia039.jpg" alt="" width="200" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-1709" style="margin: 5px;" title="Degustazione. © G. Perbellini 2007" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/scozia040.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>Usciti dalla distilleria, un <strong>elicottero militare</strong> è passato a brevissima distanza da noi. A quanto pare questi voli  radenti sono una pratica comune per i militari britannici! Comunque nel  pomeriggio abbiamo proseguito per <strong>Inverness</strong>, dove ci siamo nuovamente fermati, per arrivare finalmente ad <strong>Aviemore</strong>.<br />
Ad Aviemore, fin da subito, ho notato dei <strong>movimenti strani nei prati</strong> circostanti. E man mano che giravamo per le strade della cittadina ne  ho avuto la conferma: ovunque ci fosse del verde scorazzavano  indisturbati dei <strong>simpaticissimi coniglietti selvatici</strong>! Ce ne sono a migliaia, stando alle parole di Anna&#8230;<br />
Questi piccoli coniglietti sono <strong>molto carini e ben adattati alla vita cittadina</strong>, ma sono anche <strong>molto diffidenti</strong>.  Con un po&#8217; di pazienza, comunque, sono riuscito a scattare parecchie  foto carine! Ve ne mostro una delle tante, che sicuramente al mio  ritorno finirà nella gallery del mio sito&#8230;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-center aligncenter" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/gallery/mammiferi/coniglio01.jpg" alt="Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus)" width="678" height="465" /></p>
<p>Quasi dimenticavo: <strong>l&#8217;albergo, qui ad Aviemore, è spettacolare</strong>. Peccato per i letti separati, ma il servizio è ottimo e la stanza ampia e confortevole, con una <strong>bella vista sul parco</strong>. FINALMENTE!!</p>
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