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	<title>GegeOnLine - Fotografia naturalistica di G. Perbellini &#187; alimentazione</title>
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	<description>Fotografia naturalistica di Giorgio Perbellini</description>
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		<title>Concentrato di galline</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Aug 2007 12:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e società]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento]]></category>
		<category><![CDATA[galline]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando comprate delle uova avete mai fatto caso a cosa sta scritto sulla confezione? Da qualche anno, i produttori di uova sono obbligati a riportare sulla confezione tutta una serie di dati per la tracciabilità del prodotto, ma non solo. Ci sono infatti diverse diciture sulle scatole e si distinguono in: allevamento in batteria allevamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando comprate delle <strong>uova</strong> avete mai fatto caso a <strong>cosa sta scritto sulla confezione</strong>? Da qualche anno, i produttori di uova sono obbligati a riportare sulla confezione tutta una serie di dati per la <strong>tracciabilità del prodotto</strong>, ma non solo. Ci sono infatti diverse diciture sulle scatole e si distinguono in:</p>
<ul>
<li>
<div><strong>allevamento in batteria</strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>allevamento a terra</strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>allevamento biologico</strong></div>
</li>
<li>
<div><strong>allevamento all&#8217;aperto</strong></div>
</li>
</ul>
<p>Ma cosa cambia da un tipo di allevamento all&#8217;altro?<br />
Proprio ieri stavo seguendo su <strong>Raiuno</strong> le repliche di <strong><em><a href="http://www.lineaverde.rai.it/" target="_blank">Linea Verde</a></em></strong> e lo chef <strong>Vissani</strong>, conduttore della trasmissione, si trovava in un allevamento di galline da uova della Romagna che ospita circa <strong>300.000 esemplari di galline</strong>. E nel descrivere l&#8217;allevamento, sia il proprietario che il conduttore <strong>tessevano le lodi al sistema di allevamento in batteria</strong> che, stando alle loro parole, era <strong>molto naturale</strong>: spazio per muoversi, trespoli per poggiarsi, abbeveratoi, cibi esclusivamente vegetali e nidi per covare.</p>
<p><strong>NATURALE?!?!</strong> Non so se qualcuno ha visto la trasmissione, ma sentir parlare di «<em>allevamento naturale</em>» e vedere nello stesso tempo le immagini di quei poveri animali, <strong>costretti in gabbiette all&#8217;interno dei capannoni</strong> (10 galline per poco più di un metro quadrato) mi ha lasciato veramente l&#8217;amaro in bocca.<br />
E non è solo l&#8217;allevamento in batteria a mettere tristezza: spesso si è portati a pensare che le uova da <strong>allevamento a terra</strong> sia più naturale. Beh, niente di più sbagliato! Le galline allevate a terra <strong>non vedranno mai la luce del sole</strong>&#8230; la loro vita si svolge all&#8217;interno dei capannoni, stipate tanto quanto quelle allevate in batteria; l&#8217;unica differenza è che invece di stare in gabbie di ferro, queste galline sono adagiate su di una <strong>superficie coperta da granaglie</strong> e sono &#8220;libere di muoversi&#8221; all&#8217;interno della struttura. Ma nulla di più. E anche qui le immagini del servizio di <em>Linea Verde</em> erano più che esaustive!<br />
Per non parliare della sorte dei pulcini! Riporto da <strong><a href="http://www.saicosamangi.info" target="_blank">saicosamangi.info</a></strong>: «<em>Negli allevamenti che producono galline ovaiole, i pulcini maschi (inutili al mercato in quanto non in grado di produrre uova, né adatti alla produzione di carne di pollo) sono <strong>gettati vivi in un tritacarne</strong>, o <strong>soffocati in buste di plastica</strong>, o <strong>schiacciati in apposite macchine</strong> per diventare mangime</em>».<br />
Devo aggiungere altro?  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-puzzled.gif' alt=':puzzled:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quando vado al supermercato ed acquisto uova, <strong>faccio sempre attenzione che il tipo di allevamento sia quantomeno del tipo &#8220;all&#8217;aperto&#8221;</strong> (o ruspante), che garantisce agli animali una <strong>vita quantomeno dignitosa</strong>; le galline allevate con questo metodo, infatti, oltre a vedere la luce del sole e vivere in maniera naturale, hanno la garanzia di avere <strong>almeno 4 metri quadrati</strong> a propria disposizione (per singolo animale).<br />
Ed il <strong>biologico</strong>? Benissimo anche quello! La dicitura &#8220;biologico&#8221;, infatti, prevede <strong>unicamente l&#8217;allevamento a terra</strong>. E come ulteriore garanzia e tutela degli animali (e della nostra salute) richiede l&#8217;utilizzo di <strong>mangimi derivati esclusivamente da agricoltura biologica</strong>, così come è vietato l&#8217;utilizzo di additivi, di OGM o di farine di pesce.</p>
<p>Insomma&#8230; quando dovete comprare delle uova, <strong>fate caso a quello che leggete sulla confezione</strong>. E ricordatevi che <strong>un uovo non vale l&#8217;altro</strong>!</p>
<p>Se volete <strong>approfondire il tema</strong>, ecco qualche link utile:<br />
<a href="http://www.centroconsumatori.it/43v377d756.html">http://www.centroconsumatori.it/43v377d756.html</a><br />
<a href="http://www.saicosamangi.info/allevamenti/etica/galline.html">http://www.saicosamangi.info/allevamenti/etica/galline.html</a><br />
<a href="http://www.infolav.org/lenostrecampagne/allevamenti/gallineovaiole/">http://www.infolav.org/lenostrecampagne/allevamenti/gallineovaiole/</a></p>
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