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	<title>GegeOnLine - Fotografia naturalistica di G. Perbellini</title>
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	<description>Fotografia naturalistica di Giorgio Perbellini</description>
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		<title>Incontro inaspettato</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 17:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incontro inaspettato ed inedito aggiungo, perché il protagonista di questo incontro lo conoscevo solo di nome, ma non lo avevo presente nella mia mente; solo quando sono arrivato a casa, guardando le fotografie e consultando la guida, sono riuscito ad identificarlo. Parliamo del voltolino (Porzana porzana), un piccolo rallide migratore piuttosto raro da osservare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontro <strong>inaspettato ed inedito</strong> aggiungo, perché il protagonista di questo incontro lo conoscevo solo di nome, ma non lo avevo presente nella mia mente; solo quando sono arrivato a casa, guardando le fotografie e consultando la guida, sono riuscito ad identificarlo. Parliamo del <strong>voltolino</strong> (<em>Porzana porzana</em>), un piccolo rallide migratore piuttosto raro da osservare che nella mia ignoranza inizialmente avevo scambiato per un porciglione (<em>Rallus aquaticus</em>).</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none aligncenter" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/gallery/avifauna/voltolino02.jpg" alt="Voltolino" width="640" height="430" /></p>
<p>Di ritorno da Velturno, dove con Anita, Eleonora e Massimo siamo andati a fotografare le pulsatille ho deciso di fermarmi a vedere se trovavo il martin pescatore.<br />
Stavo osservando e fotografando dalla macchina un giovane airone cinerino lungo i canali d&#8217;irrigazione <strong>nelle campagne di Postal/Gargazzone</strong>, quando dietro di lui spunta un piccolo gallinaceo. All&#8217;inizio pensavo appunto fosse il &#8220;solito&#8221; porciglione, ma mi sembrava un po&#8217; troppo confidente, al punto che sono riuscito ad avvicinarmi per fotografarlo anche <strong>scendendo dall&#8217;auto </strong>(cosa che con il porciglione sarebbe stato impossibile).<br />
Poi osservandolo mi son reso conto che era abbastanza diverso perché il becco è decisamente più corto e non si trattava nemmeno di una giovane gallinella d&#8217;acqua (<em>Gallinula chloropus</em>). Di cosa si trattava allora? Arrivato a casa, sfogliando le pagine di &#8220;Uccelli d&#8217;Europa&#8221;, ecco svelata la misteriosa identità: <strong>voltolino</strong>, confermato anche dai birdwatchers della lista locale di <a title="EBN Italia" href="http://www.ebnitalia.it/" target="_blank"><strong>EBN Italia</strong></a>.</p>
<p>E&#8217; stata una piacevole sorpresa, perché è un <strong>dato interessante</strong> per la nostra regione e perché cercando un po&#8217; di informazioni su di lui mi sono imbattuto nel sito <a title="Uccelli da proteggere" href="http://www.uccellidaproteggere.it/" target="_blank"><strong>uccellidaproteggere.it</strong></a> dove a proposito del voltolino si legge: «<em>Avvistare un Voltolino è un evento memorabile. Nidifica in pochissime zone, e anche in quelle in cui è regolarmente presente ama starsene ben nascosto tra i canneti</em>».</p>
<p>Ho inserito due scatti del simpatico voltolino (di cui uno è quello pubblicato qui sopra)<em></em> e due del citato airone nella galleria &#8220;<strong>Avifauna</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Salamandre malefiche!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 21:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ovviamente sto scherzando&#8230; le salamandre sono animali estremamente affascinanti e lungi da me definirli &#8220;malefici&#8221;. Ma un pochino oggi ci han fatto penare&#8230; Nonostante il meteo avverso oggi avevo proprio voglia di fare qualche scatto, così mi son messo d&#8217;accordo con l&#8217;amico Mirko per il pomeriggio, sperando di non prendere troppa acqua. Le previsioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente sto scherzando&#8230; le <strong>salamandre</strong> sono animali estremamente affascinanti e lungi da me definirli &#8220;malefici&#8221;. Ma un pochino oggi ci han fatto penare&#8230;<br />
<img class="alignright size-full wp-image-2141" title="Previsioni meteo" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/meteo20120407.png" alt="Previsioni meteo 07.04.2012" width="350" height="220" />Nonostante il meteo avverso oggi avevo proprio voglia di fare qualche scatto, così mi son messo d&#8217;accordo con l&#8217;amico Mirko per il pomeriggio, sperando di non prendere troppa acqua. Le previsioni del <a title="Meteo provinciale" href="http://www.provincia.bz.it/meteo/" target="_blank"><strong>servizio metereologico della Provincia di Bolzano</strong></a> recitavano: «<em>Cielo generalmente nuvoloso. Nel pomeriggio i rovesci si estenderanno su tutta la provincia, localmente saranno possibili anche temporali. Limite della neve sui 1700 m, in calo verso sera lungo la cresta di confine a 1000 m. Contemporaneamente nelle vallate inizierà a soffiare il föhn da nord, anche di forte intensità, e le precipitazioni saranno in esaurimento. Temperature massime comprese fra 7° e 16°</em>».<br />
Azzeccate? Mica tanto. Alle 13.00 pioveva a dirotto un po&#8217; ovunque e ad un Mirko piuttosto demotivato ho proposto appunto di andare in cerca di salamandre; ma già dalle 14.00 è iniziato ad uscire il sole. La meta è comunque rimasta quella di <strong>Montefranco</strong>, in cerca degli anfibi neri a pallini gialli.</p>
<p>Alle 14.30 ci siamo trovati a Sinigo ed in poco più di 10 minuti siamo arrivati nella prima location prescelta. Scendiamo dalla macchina, facciamo <strong>50 metri</strong> di numero&#8230; ecco una salamandra!  «<em>WOW</em> &#8211; pensiamo &#8211; <em>che culo!</em>». Ma la bestiola in men che non si dica si infratta in un buco e non esce più. Manco a dirlo, non ne abbiamo  viste altre in tutto il pomeriggio  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-verysad.gif' alt=':verysad:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Cambiamo zona e ci dirigiamo in un luogo vicino ad un ruscello dove mi sembra sia l&#8217;ambiente adatto per trovarne qualcuna. Strada facendo ci fermiamo vicino ad uno stagno dove una <strong>poiana</strong>, a nemmeno 10 metri dalle nostre teste (e anche qui ovviamente la fotocamera era inservibile), lancia il suo caratteristico fischio e si sposta, lanciandosi poi in picchiata giù per la scarpata.<br />
Scendiamo  di nuovo dall&#8217;auto, percorriamo a piedi di nuovo <strong>50 metri di numero</strong> e su un masso, vicino ad un muretto a secco, Mirko mi fa notare un <strong>carbonasso</strong> (un biacco melanico, piuttosto diffuso in zona). Ovviamente non c&#8217;è nemmeno il tempo di tirar fuori la fotocamera che anche lui si  infratta velocemente tra i sassi. Sigh  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-drop.gif' alt=':drop:' class='wp-smiley' /><br />
Proseguiamo per un centinaio di metri ed arriviamo nel posto prescelto. Cerchiamo ancora le salamandre. Nulla. A quel punto ho deciso di comunque di tirar fuori la fotocamera dallo zaino e di mettermi a scattare qualche fotografia alle <strong>felci</strong> che in questo periodo iniziano a <strong>popolare il sottobosco</strong>.</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none aligncenter" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/gallery/fiori-e-piante/felce03.jpg" alt="felce03" /></p>
<p>E&#8217; quasi ora di rientrare. Mi fermo ancora un attimo per un primissimo piano di due piccoli fiorellini lungo il sentiero e mentre sono intento a scattare sento un verso a me già noto: quello di uno <strong>scoiattolo</strong> ed è anche molto  vicino. Mi giro, lo vedo. Ma il<strong> 300mm è nel bagagliaio</strong> dell&#8217;auto di Mirko e per il 180 macro non c&#8217;è abbastanza luce. Ok&#8230;<br />
Ma la vera chicca deve ancora arrivare. Siamo alla macchina, mettiamo via tutto e ci apprestiamo a tornare verso casa. Sul mio  cellulare (che era nello zaino e che non ho sentito) ci sono<strong> 6 chiamate non risposte</strong> e un  messaggio di <strong>Maurizio Azzolini</strong>, nome noto del birdwatching non solo a livello locale, con scritto: «<em>Non riesco a contattarti. Al Valsura ci sono 4  aironi guardabuoi e 1 airone rosso. Siamo tutti qui!</em>»<br />
Ma vaff&#8230;.  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-linguaccia.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Pulsatille a Velturno</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 21:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra incredibile, ma sono 3-4 anni ormai che cercavo di fotografare la pulsatilla comune (Pulsatilla montana) senza troppi risultati. In qualche caso sono arrivato troppo tardi, quando i fiori erano già quasi tutti sfioriti, in altri quando invece c&#8217;era il vento a rendere impossibile ottenere uno scatto decente di questo bellissimo fiore primaverile, chiamato anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2121" title="Pulsatilla montana" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-00.jpg" alt="Pulsatilla montana" width="200" height="300" />Sembra incredibile, ma sono 3-4 anni ormai che cercavo di fotografare la <strong>pulsatilla comune</strong> (<em>Pulsatilla montana</em>) senza troppi risultati. In qualche caso sono arrivato troppo tardi, quando i fiori erano già quasi tutti sfioriti, in altri quando invece c&#8217;era il vento a rendere impossibile ottenere uno scatto decente di questo bellissimo fiore primaverile, chiamato anche &#8220;<strong>Fior di Pasqua</strong>&#8221; per la caratteristica di fiorire proprio nel periodo delle festività pasquali.<br />
Ed un motivo era anche il fatto che l&#8217;unico posto che conoscevo (scoperto con l&#8217;amico Paolo) si trovava a Naturno, lungo una passeggiata ai margini del <strong>Parco Naturale del Tessa</strong> dove tutta l&#8217;area è recintata e solo in pochi punti è possibile accedere e non necessariamente in questi punti si trovano i fiori in questione. Senza contare il vento che spira costantemente sulla Val Venosta&#8230;</p>
<p>Fortunatamente quest&#8217;anno le cose sono andate diversamente perché grazie ancora una volta agli amici della <a title="Manifattura fototgrafica" href="http://www.manifatturafotografica.it/" target="_blank"><strong>Manifattura Fotografica</strong></a> ho scoperto una nuova location, facile da raggiungere e piena zeppa di questi fiorellini affascinanti.<br />
Il posto si trova a <strong>Velturno</strong> in Val d&#8217;Isarco, sul versante orografico destro della montagna tra i comuni di Bressanone e Chiusa e si rivelato non solo proficuo, ma bello da starci per il paesaggio sulla valle e l&#8217;aria pura che vi si respira. Compagni di uscita <strong>Anita, Eleonora e Massimo</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-2116" title="Anita all'opera" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-01.jpg" alt="Anita all'opera" width="200" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-2117" title="Scambio di foto con Max" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-02.jpg" alt="Scambio di foto con Max" width="200" height="300" /><img class="size-full wp-image-2118 alignnone" title="Eleonora sfida i suoi nemici ragni per fotografare le pulsatille" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-03.jpg" alt="Eleonora sfida i suoi nemici ragni per fotografare le pulsatille" width="200" height="300" /></p>
<p>Le previsioni meteo erano piuttosto incerte quella mattina e sicuramente il tempo ha influito sulle foto, perché sarebbe sicuramente stato bello arrivare e trovare i fiori coperti dalle goccioline dell&#8217;umidità del mattino (erano previste nubi basse); invece il paesaggio intorno a noi si presentava <strong>estremamente brullo e secco</strong>, senza alcuna traccia di rugiada, ed il sole ci ha accompagnato tutto il tempo, rendendo i contrasti e le ombre un po&#8217; più difficili da gestire.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2131" title="Ferro di cavallo" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-04.jpg" alt="Ferro di cavallo" width="450" height="300" />Ma tutto sommato non mi posso lamentare dei risultati, di certo <strong>migliori di quelli degli anni passati</strong>.<br />
Che sia stato il <strong>ferro di cavallo</strong> trovato nel campo a portarmi un po&#8217; di fortuna?<br />
Mi è piaciuto tornare a sdraiarmi nell&#8217;erba, con la faccia rasoterra,  per cercare la migliore inquadratura per fotografare le pulsatille. Mi han detto, a posteriori, che quella è una delle zone dell&#8217;Alto Adige più <strong>ricca di serpenti</strong> ed effettivamente sia io che Anita abbiamo notato molti buchi nel terreno&#8230; poco importa. Anzi, speravo in un incontro (magari non troppo ravvicinato  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-suspect.gif' alt=':suspect:' class='wp-smiley' />  ) con qualche rettile strisciante da immortalare con il mio obiettivo, ma non ne ho avuto il piacere&#8230;</p>
<p>A breve caricherò le immagini migliori nelle gallerie (devo completare la selezione di qualche altro scatto), ma nell&#8217;attesa ecco una <strong>piccola anteprima</strong>&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-2134" title="Sboccio di pulsatilla montana" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-05.jpg" alt="Sboccio di pulsatilla montana" width="200" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-2135" title="Pulsatilla montana" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-06.jpg" alt="Pulsatilla montana" width="200" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-2136" title="Gruppo ambientato di pulsatilla montana" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20120317-07.jpg" alt="Gruppo ambientato di pulsatilla montana" width="200" height="300" /></p>
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		<title>Guestbook disattivato</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 17:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mio malgrado sono costretto a disattivare il guestbook&#8230; purtoppo risulta essere solo veicolo di spam e poco utile ai fini del sito. Se volete contattarmi potete inviarmi una e-mail all&#8217;indirizzo che trovate nella pagina &#8220;contatti&#8221; o diventare &#8220;fan&#8221; della mia pagina Facebook all&#8217;indirizzo seguente: http://www.facebook.com/GiorgioPerbelliniPhotography]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio malgrado sono costretto a disattivare il guestbook&#8230; purtoppo risulta essere solo veicolo di spam e poco utile ai fini del sito. Se volete contattarmi potete inviarmi una e-mail all&#8217;indirizzo che trovate nella pagina &#8220;contatti&#8221; o diventare &#8220;fan&#8221; della mia pagina Facebook all&#8217;indirizzo seguente:</p>
<h3><a title="Giorgio Perbellini Photography su Facebook" href="http://www.facebook.com/GiorgioPerbelliniPhotography" target="_blank">http://www.facebook.com/GiorgioPerbelliniPhotography</a></h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Apre la sezione &#8220;Eventi e reportage&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 12:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era parecchio tempo che volevo farlo, ma non ero del tutto sicuro che una sezione &#8220;Eventi e reportage&#8221; si adattasse ad un sito completamente incentrato sulla fotografia naturalistica. Tuttavia è vero anche che non bisogna fossilizzarsi su di un unico genere e se si segue questa logica è bello anche mostrare e condividere la propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era parecchio tempo che volevo farlo, ma non ero del tutto sicuro che una sezione &#8220;<strong>Eventi e reportage</strong>&#8221; si adattasse ad un sito completamente incentrato sulla<strong> fotografia naturalistica</strong>. Tuttavia è vero anche che non bisogna fossilizzarsi su di un unico genere e se si segue questa logica è bello anche <strong>mostrare e condividere</strong> la propria produzione.<br />
Ecco perché, facendo seguito alla loro pubblicazione sulla mia <a title="Giorgio Perbellini Photography su Facebook" href="http://www.facebook.com/GiorgioPerbelliniPhotography" target="_blank"><strong>pagina fotografica</strong></a> su Facebook, ripropongo anche qui alcune serie di scatti di reportage degli ultimi anni. Per il momento ho messo online <strong>2 serie</strong>, ma presto aggiungerò anche un reportage realizzato all&#8217;interno dei locali del <strong>tribunale di Bolzano</strong> e le fotografie della prima edizione dei<strong> giochi cavallereschi</strong> (<em>Südtiroler Ritterspiele</em>) di Sluderno.</p>
<p>Attenzione! Per tenere comunque separata quella che è la mia produzione naturalistica da questa nuova sezione, <strong>le gallerie si sdoppiano</strong>. Osservando il menu in alto noterete che è presente la voce &#8220;<strong>Gallerie natura</strong>&#8221; dove ci sono allo stato attuale 14 gallerie divise per soggetto (fiori, paesaggio, ecc.), mentre alla voce &#8220;<strong>Eventi e reportage</strong>&#8221; troverete appunto questa nuova sezione all&#8217;interno della quale saranno raccolte le singole serie di immagini con una breve presentazione.</p>
<p>Buona visione!</p>
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		<title>Recuperato un po&#8217; di pregresso&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 20:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena finito di recuperare un po&#8217; di pregresso. Da tempo avevo lì alcune fotografie, vecchie anche di quasi un anno, che finalmente ho trovato il tempo di sistemare e pubblicare. Sfogliando le gallerie troverete diverse nuove immagini, di cui avevo anticipato qualcosa nei post precedenti. Sono in totale 16 &#8220;nuovi&#8221; scatti di cui buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena finito di recuperare un po&#8217; di pregresso. Da tempo avevo lì alcune fotografie, vecchie anche di quasi un anno, che finalmente ho trovato il tempo di sistemare e pubblicare.<br />
Sfogliando le gallerie troverete diverse nuove immagini, di cui avevo anticipato qualcosa nei post precedenti. Sono in totale <strong>16 &#8220;nuovi&#8221; scatti</strong> di cui buona parte inseriti nella galleria &#8220;<strong>Scorci e paesaggi</strong>&#8221; e nella galleria &#8220;<strong>Aracnidi</strong>&#8220;.<br />
Ecco un piccolo assaggio&#8230;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none aligncenter" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/gallery/paesaggi/vialattea01.jpg" alt="La meraviglia dell'universo" /></p>
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		<title>Da oggi anche su Facebook!</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:46:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come avrete ben notato, gli aggiornamenti del sito sono sempre pochi. Al solito un po&#8217; per mancanza di materiale ed un po&#8217; per mancanza di tempo&#8230; Dato che oggi comunque il web &#8220;vecchio stile&#8221; sta sempre più cedendo il passo a quelli che sono i social network, da oggi GegeOnLine è anche su Facebook con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1989" title="facebook" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/facebook.png" alt="" width="164" height="164" />Come avrete ben notato, gli aggiornamenti del sito sono <strong>sempre pochi</strong>. Al solito un po&#8217; per mancanza di materiale ed un po&#8217; per mancanza di tempo&#8230;<br />
Dato che oggi comunque il web &#8220;vecchio stile&#8221; sta sempre più cedendo il passo a quelli che sono i <strong>social network</strong>, da oggi <em>GegeOnLine</em> è anche su <strong>Facebook</strong> con la pagina</p>
<h1 style="text-align: center;"><a title="Giorgio Perbellini Photography" href="http://www.facebook.com/GiorgioPerbelliniPhotography" target="_blank">Giorgio Perbellini Photography</a></h1>
<p>A differenza del sito su cui state navigando, dove in genere pubblico le foto migliori e dei piccoli resoconti delle uscite corredati di alcune immagini, sulla mia pagina Facebook troverete tutte (o quasi) le fotografie che ho realizzato nelle mie uscite e <strong>non solo le singole immagini</strong> selezionate. Dunque per chi già conosce le mie fotografie può essere una novità in quanto sulla nuova pagina troverete<strong> la quasi totalità della mia produzione</strong> fotografica.</p>
<p>Il presente sito resta comunque sempre attivo, cosa che è ormai <strong>da quasi 14 anni</strong>, quale portfolio e blog. Anzi! Se tutto va bene l&#8217;interazione tra i due mondi (Facebook e web tradizionale) sarà intensificata&#8230;<br />
Staremo a vedere!  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-whistle.gif' alt=':whistle:' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Regional Competence Center di Canon: che servizio!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 21:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie ed eventuali]]></category>
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		<category><![CDATA[riparazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per fortuna ho di rado avuto bisogno di affidare la mia attrezzatura fotografica ad un centro assistenza, ma un paio di settimane fa non ne ho potuto fare a meno. Se il servizio offertomi fosse stato nella media, probabilmente non sarei qui a parlarne, invece voglio davvero complimentarmi con il Canon Regional Competence Center di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1981 alignleft" title="Canon you can" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/canon_you_can1.png" alt="" width="200" height="195" />Per fortuna ho di rado avuto bisogno di affidare la mia attrezzatura fotografica ad un <strong>centro assistenza</strong>, ma un paio di settimane fa non ne ho potuto fare a meno.<br />
Se il servizio offertomi fosse stato nella media, probabilmente non sarei qui a parlarne, invece <strong>voglio davvero complimentarmi</strong> con il <strong><em>Canon Regional Competence Center</em> di Peschiera Borromeo</strong> (MI) per l&#8217;eccellente servizio e la disponibilità nel risolvere eventuali problemi legati all&#8217;attività di riparazione.</p>
<p>Ma andiamo con ordine&#8230;<br />
Tre settimane fa io ed <a href="http://www.anitastizzoli.com" target="_blank"><strong>Anita</strong></a> siamo stati a fare qualche scatto a Tirolo e la mattinata, nonostante un paio di scatti decenti, si è <strong>conclusa in modo pessimo</strong>. Era già cominciata male con la <strong>testa del cavalletto allentata</strong>; fortunatamente nulla di grave, ma non avevo dietro la chiave per fissarla ed ho dovuto faticare non poco per ottenere scatti macro e fotografie all&#8217;acqua in movimento.<br />
Ma il peggio doveva ancora arrivare: per fotografare alcuni <em>opilionidi</em> sulle rocce ho pensato bene di collegare il flash alla fotocamera. Quando però ho provato a scollegarlo ho dovuto tristemente constatare che in qualche modo <strong>i due apparecchi si erano incastrati tra loro</strong> e nonostante gli sforzi nonché vari tentativi si è rivelato pressoché <strong>impossibile scollegare la fotocamera dal flash</strong>. Così l&#8217;unica è stata contattare <span style="color: #ff0000;"><strong>Canon</strong></span> ed inviare la fotocamera ad un centro di assistenza.</p>
<p>Dato che oramai le distanze contano poco, dopo aver cercato un po&#8217; di informazioni su web ho scelto di inviare la mia fotocamera al centro di <strong>Peschiera Borromeo</strong>. Così, seguendo le istruzioni del call center, lunedì ho imballato il tutto e prenotato il ritiro per il giorno successivo.<br />
Nel modulo di richiesta riparazione (che mi è stata considerata<strong> in garanzia</strong> e quindi non ho pagato nulla per la fotocamera e la sua spedizione), visto che l&#8217;ho dovuta comunque mandare in assistenza, ho anche chiesto la <strong>verifica dell&#8217;esposimetro</strong> e la<strong> rimappatura del sensore</strong> dato che c&#8217;erano alcuni hot/dead pixel che si notavano nelle lunghe esposizioni.<br />
La cronistoria che segue è più utile di mille parole&#8230;</p>
<p><strong>Lunedì:</strong> chiamo Canon, mi danno le istruzioni per spedire la macchina e preparo il pacco<br />
<strong>Martedì:</strong> alle 15.00 il corriere (SDA per conto di UPS) ritira il pacco<br />
<strong>Mercoledì:</strong> la fotocamera viene ritirata dal RCC e messa in lavorazione<br />
<strong>Giovedì:</strong> ricevo una mail che mi informa che la fotocamera è stata riparata<br />
<strong>Venerdì:</strong> alle 15.00 arriva il corriere in ufficio che mi riconsegna la fotocamera</p>
<p>In<strong> soli 4 giorni</strong> ho riavuto la mia Canon 7D di nuovo sana: sostituita la slitta flash, aggiornato il firmware, rimappato il sensore e con l&#8217;esposimetro ritarato. E così il weekend successivo, a dispetto di ogni più rosea previsione, ho potuto riutilizzarla. Che dire&#8230; <strong>non ho parole</strong>!!  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-wow.gif' alt=':wow:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma non finisce qui. Ovviamente ad essere danneggiato non era solo la macchina, ma <strong>anche il flash</strong> che ormai da anni è fuori garanzia: anche lì hanno dovuto infatti sostituire il pezzo che si aggancia alla fotocamera, chiedendomi complessivamente 70 Euro inclusa la spedizione (avvenuta in un secondo momento rispetto alla fotocamera).<br />
In realtà, dato che poco tempo fa mi era caduto e s&#8217;era rotto il <strong>diffusore integrato</strong>, avevo &#8220;approfittato&#8221; dell&#8217;invio in assistenza per chiedere la sostituzione di quest&#8217;ultimo ed un veloce controllo del lampeggiatore; pensavo che il preventivo di 70 Euro (compresa spedizione) fosse per il diffusore, invece quando mi han rispedito il flash (pochi giorni dopo la fotocamera) ho notato che purtroppo il diffusore non era stato rimesso. Poco male, ma ho contattato il RCC per sapere se la mancanza del diffusore poteva creare problemi nel funzionamento della parabola.<br />
Dopo breve tempo vengo invece ricontattato dalla signora Bruno che si scusa per il disguido e mi invita a<strong> rispedire il flash</strong> (in porto assegnato al destinatario, quindi a costo 0) per la sua riparazione, rapida e&#8230;<strong> gratuita</strong>!</p>
<p>In questo momento il mio <strong>Speedlite 430 EX</strong> è in viaggio. Ma ancor prima di chiudere la pratica non posso che ringraziare il centro di Peschiera Borromeo, oggi ancor più felice della scelta fatta: <span style="color: #ff0000;"><strong>Canon</strong></span> forever!!</p>
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		<title>Migratori in sosta</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 23:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[natura e animali]]></category>
		<category><![CDATA[uscite fotografiche]]></category>
		<category><![CDATA[biotopi]]></category>
		<category><![CDATA[luca torchia]]></category>
		<category><![CDATA[migrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso fine settimana io, Massimo e Anita ci stavamo organizzando per un&#8217;uscita fotografica nella zona dolomitica; la meta precisa non era ancora definita, ma avevamo le idee abbastanza chiare su cosa fotografare. Purtroppo il giorno prima della nostra &#8220;gita fuori porta&#8221; il mio stomaco ha deciso di inscenare una protesta e così dopo aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso fine settimana io, Massimo e <a title="Anita Stizzoli Photography" href="http://www.anitastizzoli.com/" target="_blank"><strong>Anita</strong></a> ci stavamo organizzando per un&#8217;uscita fotografica nella <strong>zona dolomitica</strong>; la meta precisa non era ancora definita, ma avevamo le idee abbastanza chiare su cosa fotografare. Purtroppo il giorno prima della nostra &#8220;gita fuori porta&#8221;<strong> il mio stomaco ha deciso di inscenare una protesta</strong> e così dopo aver passato la serata di venerdì con i crampi ho deciso di non unirmi alla piccola comitiva.<br />
Con il cuore mi trovavo con gli amici ad osservare il tramonto dalla cima del <strong>Col di Poma</strong> (<em>Zendleser Kofel</em>) in val di Funes, anche perché hanno portato a casa <strong>un&#8217;esperienza e degli scatti davvero incredibili</strong>, ma fisicamente non ce l&#8217;avrei davvero fatta.</p>
<p>I momenti che ultimamente riesco a ritargliarmi per il mio hobby sono però pochi e quindi <strong>non ho voluto rinunciare completamente a far muovere l&#8217;otturatore</strong> della mia Canon 7D. Assieme all&#8217;esperto <strong>Luca Torchia</strong>, conosciuto in occasione della presenza del nibbio bianco a Bolzano e con il quale sono rimasto in contatto tramite social network, ci siamo quindi organizzati <strong>una mattinata alternativa</strong>, approfittando peraltro della presenza di qualche migratore ritardatario che sosta in questi giorni dalle nostre parti.</p>
<p>Dopo esserci trovati intorno alle 8.30 nei pressi di Terlano, io e Luca abbiamo inizialmente <strong>passato in rassegna i filari di mele alla ricerca di poiane</strong>, poi ci siamo fermati lungo un canale di irrigazione dove si stavano alimentando <strong>alcuni aironi </strong>(due bianchi maggiori ed un cinerino) ed infine ci siamo diretti al <strong>lago di Monticolo </strong>nel comune di Appiano dove nei giorni precedenti era stata segnalata la presenza di una <strong>strolaga mezzana</strong> (<em>Gavia artica</em>), uccello migratore che trascorre l&#8217;estate nei grandi laghi del nord (Scozia, Scandinavia, ecc.) e che in inverno attraversa il continente per svernare su parte delle coste del Mediterraneo.<br />
Il piumaggio delle strolaghe in estate, ed in particolare proprio quello della strolaga mezzana, è molto vistoso ed elegante; in inverno è decisamente più anonimo, ma poiché <strong>non è un animale che frequenta abitualmente l&#8217;entroterra</strong> in questo periodo dell&#8217;anno (ed in particolare le nostre zone) l&#8217;occasione era comunque ghiotta!</p>
<p>Dopo breve ricerca e con un po&#8217; di fortuna siamo riusciti ad individuare la strolaga, anche se avvicinarsi per tentare di ottenere un buono scatto è tutta un&#8217;altra cosa.<br />
La prima occasione che ho avuto non ha purtroppo dato il risultato sperato: i riflessi dorati nell&#8217;acqua e la bella luce non son bastati ad ottenere un buono scatto poiché la strolaga si trovava ad una <strong>distanza troppo elevata</strong> e la messa a fuoco non è stata particolarmente precisa. L&#8217;abbiamo seguita per un po&#8217;, dopodiché la distanza tra noi e lei (o lui?) è diventata eccessiva.<br />
Poi però abbiamo notato che si stava avvicinando sempre più ad un punto vicino alla riva del lago e quando abbiamo raggiunto il punto dove è emersa l&#8217;ultima volta ci si è presentata<strong> la prima vera (ed ultima) occasione</strong> per fotografarla; si trovava infatti a pochi metri dalla riva e non appena indivuata entrambe le nostre macchine hanno iniziato a <strong>scattare a raffica</strong>.<br />
A casa in un primo momento mi ha preso lo sconforto perché <strong>buona parte degli scatti della mia raffica risultava fuori fuoco</strong>, ma fortunatamente tra le tante fotografie cestinate un paio si sono salvate e questa è una delle due&#8230;</p>
<p><img class="ngg-singlepic ngg-none aligncenter" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/gallery/avifauna/strolaga01.jpg" alt="Strolaga mezzana (Gavia artica)" width="640" height="430" /></p>
<p>Il punto di ripresa non è ottimale (ci trovavamo in cima ad uno scoglio), ma viste le condizioni e la<strong> relativa rarità dell&#8217;avvistamento </strong>mi ritengo comunque più che soddisfatto.<br />
Mi sarebbe piaciuto provare ad<strong> abbassare il punto di ripresa</strong>, ma quando ho raggiunto la riva a pelo d&#8217;acqua l&#8217;animale si era ormai già spostato ad una distanza non sufficiente ad ottenere dei buoni risultati. Ed è stata appunto la prima ed ultima occasione, perché nella mezz&#8217;ora successiva abbiamo cercato di avvicinarla nuovamente, ma durante le sue immersioni si spostava ad una velocità davvero impressionante, <strong>attraversando metà lago in pochi secondi</strong>, tanto che il commento di Luca è stato: «<em>Quella è Flash, non è una papera!</em>».</p>
<p>Un ultimo giro, sulla strada del ritorno, l&#8217;ho fatto nelle campagne tra  Bolzano e Merano (prima nella zona di Settequerce, poi nella zona del  biotopo &#8220;Ontaneti di Postal&#8221;, ma qui la presenza di avifauna era molto  scarsa.<br />
La giornata nel complesso si è conclusa positivamente, anche perché<strong> la mia personale checklist si è ulteriormente ampliata</strong>. Oltre alla strolaga mezzana, al lago di Monticolo ho potuto osservare anche:<br />
- un nutrito gruppo di germani reali (m+f)<br />
- 9 moriglioni (7 maschi e 2 femmine)<br />
- <strong>1 moretta</strong> (anche questa una new entry per la mia personale checklist)<br />
- 2 svassi maggiori<br />
- un paio di poiane (5 in tutto, contando anche quelle viste nelle campagne)<br />
- ghiandaie, codibugnoli ed altri piccoli abitanti del bosco</p>
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		<title>La meraviglia dell&#8217;Universo</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 21:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[fotografie]]></category>
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		<description><![CDATA[Recentemente, insieme ad alcuni amici, abbiamo intrapreso la strada delle fotografie in notturna per immortalare la volta celeste ed in particolare la Via Lattea. Quest&#8217;ultima è in realtà la galassia in cui noi stessi ci troviamo, ma in quella che viene definita astronomia osservativa la Via Lattea è una banda luminosa che attraversa il cielo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente, insieme ad alcuni amici, abbiamo intrapreso la strada delle <strong>fotografie in notturna</strong> per immortalare la volta celeste ed in particolare <strong>la Via Lattea</strong>. Quest&#8217;ultima è in realtà la galassia in cui noi stessi ci troviamo, ma in quella che viene definita <em>astronomia osservativa</em> la Via Lattea è una<strong> banda luminosa che attraversa il cielo</strong> e che in condizioni ottimali (cielo limpido, luna assente e basso inquinamento luminoso) è possibile osservare anche ad occhio nudo.<br />
Io personalmente sono stato stimolato in questo genere di fotografia dalle immagini pubblicate da <a title="Maurizio Pignotti - Monti Sibillini" href="http://www.montisibillini.altervista.org" target="_blank"><strong>Maurizio Pignotti</strong></a> che, per quanto mi lascino a volte un po&#8217; perplesso relativamente alla postproduzione, hanno davvero un notevole impatto. Molte delle sue immagini sono doppie esposizioni realizzate anche con l&#8217;ausilio di una <strong>tavola equatoriale</strong>, ma con un grandangolo e<strong> tempi di scatto inferiori ai 30&#8243;</strong> è teoricamente possibile fare dei buoni scatti anche con un unico scatto senza che si avverta il movimento delle stelle.<br />
Così in un paio di occasioni abbiamo cercato di immortalare il cosmo sui sensori delle nostre fotocamere.</p>
<p>La prima uscita si è svolta a settembre <strong>sull&#8217;altopiano del Salto</strong> nei pressi della chiesetta di San Giacomo a Lavenna <em>(Langfenn</em>), comune di San Genesio; la seconda al <strong>Lago di Carezza</strong>, situato a circa 1500 metri di altitudine nel comune di Nova Levante ai piedi del <strong>Latemar</strong>. Compagni di avventura <strong>Anita</strong> e<strong> Max</strong>.<br />
In entrambi i casi siamo rimasti estasiati dallo spettacolo a cui si può assistere trovandosi fuori dalla città: nonostante l&#8217;inquinamento luminoso proveniente da Bolzano (più evidente a San Genesio), in cielo era possibile osservare <strong>migliaia di stelle</strong> e anche <strong>ad occhio nudo la Via Lattea risultava ben visibile</strong>. A San Genesio con il 300mm moltiplicato son perfino riuscito a fotografare, seppur mossi e poco più di piccoli puntini luminosi, i 4 maggiori satelliti di Giove (i cosiddetti <em>satelliti medicei</em> o <em>galileiani</em>): Io, Europa, Ganimede e Callisto.<br />
Senza contare che in poco più di un&#8217;ora ho contato almeno<strong> 5 stelle cadenti</strong>. Non male! <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-victory.gif' alt=':victory:' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1962" style="margin: 5px;" title="Chiesetta di Lavenna" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20110925-02.jpg" alt="" width="200" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-1961" style="margin: 5px;" title="Tramonto da San Genesio" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20110925-01.jpg" alt="" width="450" height="300" /><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1963" style="margin: 5px;" title="Cala la sera sul lago di Carezza" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20111021-01.jpg" alt="" width="450" height="300" /><img class="alignnone size-full wp-image-1964" style="margin: 5px;" title="Via Lattea sul lago di Carezza" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/20111021-02.jpg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>L&#8217;esperienza è stata sicuramente positiva. Certo è che, nonostante l&#8217;impegno, <strong>c&#8217;è ancora molto da lavorare</strong>. Non sono infatti del tutto soddisfatto dei risultati ottenuti.<br />
In primo luogo mi son reso conto che devo assolutamente<strong> rifarmi l&#8217;occhio</strong> sulle inquadrature; gli scatti che prediligo sono quelli con un primo piano di un certo impatto che contribuisca alla godibilità dell&#8217;intero fotogramma; l&#8217;intenzione c&#8217;è, i risultati un po&#8217; meno&#8230;<br />
In secondo luogo una parte della mia insoddisfazione è data dai <strong>limiti tecnici della mia fotocamera</strong>: la Canon EOS 7D è un&#8217;ottima fotocamera, con la quale devo sì ancora prendere bene confidenza, ma che ha pur sempre <strong>18 megapixel con un sensore APS-C</strong> (conosciuto come DX dai nikonisti); questo implica che fino a 800 ISO lavora bene, ma quando si comincia ad andare più in su con la sensibilità, il rumore comincia a diventare più evidente e fastidioso.<br />
Alcune di queste immagini, in particolare quelle con la Via Lattea visibile, sono scattate con una espozione di <strong>20/25&#8243; a f/3.5 e ISO tra i 4000 e i 6400</strong>. Va da sé che qualche difficoltà nell&#8217;ottenere un buono scatto me la dovevo aspettare e soprattutto devo mettermi l&#8217;anima in pace sotto questo punto di vista.</p>
<div id="attachment_1965" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-1965 " title="Zaino ghiacciato" src="http://www.gegeonline.it/wp-content/uploads/zaino_ghiacciato.jpg" alt="" width="350" height="360" /><p class="wp-caption-text">Il mio nuovo Kata Bumblebee 220PL ricoperto dalla brina</p></div>
<p>Le difficoltà in questi casi, però, non sono solo legate ad aspetti tecnici (dell&#8217;attrezzatura o del fotografo), ma anche dalle <strong>condizioni &#8220;climatiche&#8221;</strong>. La prima uscita, come detto sopra, si è svolta verso fine settembre quando la nostra provincia (come il resto del nord Italia) era ancora investito da un&#8217;anomala ondata di calore; ma quando il sole cala all&#8217;orizzonte, lasciando spazio alla notte, le temperature in montagna scendono e <strong>l&#8217;umidità si fa sentire</strong>&#8230; tant&#8217;è che una volta tornati in auto ci siamo resi conto di avere lo zaino ed i vestiti bagnati.<br />
Più critico è stato al Lago di Carezza dove, una volta scesa la notte, l&#8217;aria si è ben presto condensata e con le <strong>temperature sotto zero </strong>ha trasformato l&#8217;umidità in brina che ha ricoperto ogni cosa: le pietre su cui stavo seduto, l&#8217;erba, gli zaini (quello nella foto a lato è il mio nuovo Kata) e perfino<strong> le lenti degli obiettivi</strong> che, forse con la condensa del nostro fiato, si sono appannati e letteralmente&#8230; ghiacciati!  <img src='http://www.gegeonline.it/wp-includes/images/smilies/meg-embarace.gif' alt=':embarace:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non è stato comunque il freddo il problema, ma proprio l&#8217;umidità. Fotocamere ed obiettivi di un certo livello non hanno grossi problemi ad affrontare il freddo; ma l&#8217;umidità che si sviluppa al crepuscolo può rivelarsi un nemico ben più inquietante&#8230;</p>
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