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Concorso Leica 24×36

Il logo del concorso Leica

In questi giorni su Facebook e Twitter ha preso piede il concorso fotografico “Leica 24×36 – 24 talenti per 36 fotografie“.
Vista la modalità di partecipazione e dato che il voto degli utenti conta solo per 1/6 (al contrario del concorso “L’incarico” di Canon, dove il voto popolare ha fatto molto discutere), questa volta ho deciso di partecipare anch’io.

Se volete vedere le 3 immagini che ho selezionato ed eventualmente votarle, basta cliccare sul seguente link:
http://www.lab.leica-camera.it/jspleica/scheda.jsp?n=49745&v=1

La propria preferenza può essere data cliccando su “Like” di Facebook o su “Tweet” di Twitter in alto a sinistra sopra al nome dell’autore.
Un grazie a chi mi voterà ;)

Nuove foto online!

Sulla stessa scia che mi ha portato negli ultimi giorni a pubblicare un po’ di report delle uscite di quest’anno (ma anche a causa del fatto che sono a casa con la bronchite, in effetti), questa mattina ho finito di mettere online nelle gallerie anche le immagini di queste ultime.

Ho inserito ben 10 nuovi scatti nella galleria “Orchidee” ed altri un po’ in tutte le gallerie: paesaggi, insetti, farfalle, fiori ed avifauna. Intanto un piccolo assaggio…

Formica ruta

Salvo imprevisti, prossimamente dovrei riuscire a mettere online qualche altro scatto e relativi report nel blog…. vediamo!

Hard disk rotto? Per fortuna c’è FAsTec!

Un paio di settimane ero a casa con 38° di febbre e per passare il tempo m’ero deciso a mettere finalmente online un po’ di scatti degli ultimi 3-4 mesi, nonché a farne un backup dato che era ormai da novembre che non mettevo al sicuro i miei dati. Accendo il pc, apro Photoshop e… legge di Murphy! Inspiegabilmente l’hard disk che utilizzavo abitualmente per foto e video non era più presente tra le risorse del computer. Panico! 8-O
Ho fatto diverse prove, ma il disco di ripartire non ne voleva proprio sapere… l’incubo di ogni fotografo era appena diventato realtà! :dead:
Cosa fare??? Neanche dirlo il resto della giornata l’ho passato nell’assidua ricerca di un modo per recuperare i dati: 4 mesi di fotografie, tra cui anche le uniche foto che abbiamo del primo compleanno di Riccardo!

Le moderne tecnologie permettono ormai un recupero dei dati pressoché totale anche da dischi che hanno subito danni ben più gravi, ma in genere i prezzi per un privato sono proibitivi. Ho cercato su forum e visitato le pagine di parecchie ditte che si occupano di recupero dati, ma la migliore offerta (ho chiesto anche qualche preventivo) era di 750 Euro!
Convinto che si trattasse “solo” di un guasto all’elettronica speravo di riuscire a trovare una soluzione più economica e nella ricerca ho scoperto che il mio HDD Seagate ha un problema di firmware già noto che in determinate condizioni fa saltare l’elettronica del disco.
Ed è così che sono capitato sul sito della ditta FAsTec di Verona che si occupa di assistenza informatica, virtualizzazione e di recupero dati da dischi e memory card.

Il disco incriminato: il Seagate Barracuda 7200.11

A differenza di tutti gli altri, FAsTec conosce molto bene il problema, che a quanto pare affligge due specifici modelli di HDD: il Seagate Barracuda 7200.11 ed il Maxtor DiamondMax 22. E sulla riparazione di questi due modelli di HDD (notare che parliamo di riparazione e non di recupero dati!) FAsTec si è specializzata, al punto di poter offrire un prezzo decisamente concorrenziale rispetto ad altre aziende.
In pratica, come avevo intuito, il guasto è puramente elettronico perché il disco si accende e gira senza produrre alcun rumore inquietante. Dunque, se il problema è quello descritto, si può risparmiare molto rispetto ad un recupero dati in camera bianca… i costi sono decisamente alla portata anche di un privato.
Attenzione però! Si parla esclusivamente dei due modelli di HDD indicati sopra; se andate a visitare le pagine che ho linkato, il problema e la sua soluzione sono spiegati in maniera molto chiara.

Devo dire che finora il servizio offerto da FAsTec mi ha lasciato favorevolmente colpito
Con rinnovata speranza ho compilato il modulo per la richiesta di preventivo e già alle 8.15 del giorno dopo sono stato contattato da uno dei tecnici che mi ha chiesto alcune informazioni preliminari e mi ha dato tutte le indicazioni sul processo di riparazione.
La ditta opera in maniera davvero professionale:

  • il disco viene ritirato a domicilio e rispedito in tutta Italia tramite un corriere di fiducia
  • in ogni fase del processo si viene avvisati tramite SMS o telefono (all’arrivo dell’HDD, a riparazione avvenuta, ecc.)
  • anche la privacy viene garantita, infatti il personale collega il disco ad un pc di laboratorio, fa uno screenshot delle cartelle (senza aprirle) e lo invia al cliente per dimostrare l’avvenuta riparazione prima di chiedere il pagamento del servizio
  • ci sono tempistiche specifiche (a costi diversi) che per il momento sono state ampiamente rispettate

Ebbene… dopo appena una settimana, oggi pomeriggio sono stato contattato telefonicamente dal signor Roberto che mi informava dell’avvenuta riparazione. Che sospiro di sollievo! Ora non mi resta che attendere qualche giorno ed avrò nuovamente in mano il mio HDD con tutti i dati, come se nulla fosse successo.

Dunque se sfortunatamente avete avuto lo stesso problema con dischi Seagate o Maxtor oppure se avete necessità di recuperare dati da dischi e/o memorie danneggiati, non posso che raccomandarvi questo ottimo servizio. Di cialtroni in giro se ne trovano fin troppi e quando qualcuno lavora bene è giusto segnalarlo! ;)
Grazie FAsTec!!

Anche il 2008 completamente online

Breve aggiornamento per informarvi che, approfittando (si fa per dire) di nuovo di qualche giorno di malattia, ho finalmente messo online anche tutti i vecchi post del 2008.
Sono in tutto 140 i post finora pubblicati, anche se ne restano ancora quasi 200 del 2006 e 2007. Piano piano, comunque, l’intero blog verrà ripristinato su piattaforma WordPress! ;)

WordPress 3.01 + layout 1.5

Approfittando (se così possiamo dire) di questi giorni di malattia a casa ho dato una piccola sistemata al sito.
La prima novità è rappresentata dal passaggio alla versione 3.01 di WordPress che mi ha risolto qualche piccolo problemino tecnico che si era invece presentato con la 2.9.2. Di fatto per chi legge cambia poco, ma la soluzione di piccoli bug su alcuni plugin mi risparmia un bel po’  di tempo…

Inoltre, dopo qualche mese dal passaggio a questa piattaforma, ho finalmente trovato il tempo di provare un po’ di abbinamenti diversi di caratteri. Inizialmente avevo cercato una trasposizione su WP del vecchio sito, mentre adesso l’ho anche un po’ rimodellato, giungendo così alla versione attuale.

Il nuovo layout del sito

Cosa è cambiato? Innanzitutto il colore dello sfondo, più scuro in modo da far risaltare maggiormente la paginata centrale in cui vengono visualizzate le gallerie e i post del blog.
Dopo quasi 4 anni (dal 2007 fino a due giorni fa) cambia anche l’immagine introduttiva sulla homepage. Anche la prima pagina diventa così un po’ più ordinata, con una breve presentazione del sito sulla sinistra e l’elenco degli ultimi post del blog sulla destra.
E poi i fonts… volevo un carattere un po’ più elegante e leggibile del Tahoma. Quest’ultimo resta il carattere di menu, titoli e colonna di destra, mentre i testi veri e propri ora sono in Georgia, con adeguata spaziatura tra una riga e l’altra per avere una schermata bella pulita.

Piano piano ho anche ricominciato ad inserire i vecchi post, ma questo è un lavoro abbastanza lungo che faccio di tanto in tanto quando ne ho voglia. Spero invece di poter al più presto aggiungere nuove immagini nelle gallerie; non mi dispiacerebbe nelle prossime 2-3 settimane fare un giro in Val Martello alla ricerca dei cervi in bramito… vedremo!

Online 8 nuove fotografie

Breve aggiornamento per comunicare che ho messo online 8 nuove immagini nelle gallerie.
Cinque di queste riguardano il piviere tortolino recentemente fotografato e sono, naturalmente, nella galleria “Avifauna“; delle altre, due sono tra “Rettili e anfibi” ed una in “Libellule e damigelle“. Ecco una piccola preview…

Piviere tortolino (Charadrius morinellus)

Buona visione!

In arrivo la 7D!

Come molti fotografi ben sanno, il mercato fotografico in questi anni è molto cambiato: se da un lato gli obiettivi continuano ad essere un investimento a lungo termine, le fotocamere risentono invece dello stesso fenomeno di televisori, cellulari, laptop e via dicendo… ovvero dopo qualche anno cominciano a diventare obsolete in quanto le grandi case come Canon e Nikon continuano a sfornare nuove fotocamere con caratteristiche sempre più avanzate che fanno gola a molti appassionati.
La mia Canon EOS 40D non era ancora obsoleta, ma certo 12 megapixel in alcune occasioni si rivelano essere pochini, specie se consideriamo il livello a cui sono arrivate certe compatte digitali e il fatto che, comunque, stampando in formati grandi come il 30×45 il numero di pixel riveste una certa importanza. Per questo avevo una mezza idea di cambiarla per arrivare intorno ai 18-20 megapixel che sono un formato che giudico soddisfacente per quelli che sono i miei scopi.

Vedendo le caratteristiche delle ultime nate di casa Canon (550D e 7D in particolare), attendevo con ansia l’uscita della nuova EOS 60D, presentata ufficialmente questa estate ed in vendita nei negozi a partire da ottobre. Ma in realtà vedendo le caratteristiche tecniche, confrontate poi con il prezzo previsto (intorno ai 1000-1050 Euro) ne sono rimasto un po’ deluso. Mi aspettavo di più da questa fotocamera.
Il display orientabile, ad esempio, benché comodo in certe situazioni, lo ritengo più adatto ad una videocamera anche perché la stragrande maggioranza delle volte utilizzo il mirino piuttosto che la funzione liveview. Potrebbe essere utile per fare macro in determinate situazioni, ma di contro a lungo andare rischia di rovinarsi; in più non è piatto come nelle precedenti versioni, il che potrebbe rivelarsi scomodo quando si inquadra attraverso il mirino.
Ma quello che più mi rende perplesso della 60D è la costruzione. A differenza delle precedenti versioni (dalla 10D alla 50D), Canon ha abbandonato il corpo in lega di magnesio a favore di una combinazione di alluminio e resina in policarbonato con fibra di vetro. A detta di molti, la sensazione in mano sarà molto “plasticosa”.

Di qui la mia decisione di spendere qualcosina in più per prendere però una fotocamera che – almeno sulla carta – dovrebbe finalmente mettere fine al turn-over di fotocamere almeno per i prossimi 4-5 anni: corpo in lega di magnesio resistente agli agenti atmosferici, mirino con il 100% di visione (finalmente!), possibilità di utilizzare flash remoti senza fili, 18 megapixel… caratteristiche di tutto rispetto che mi han fatto propendere per l’acquisto.

Dunque dopo essermi documentato molto bene sulle offerte online ed aver scartato quelle “troppo convienienti” (l’avevo trovata anche a 1130 Euro, ma quando i prodotti sono troppo sottocosto è meglio non fidarsi troppo) ho deciso di ordinarla e vendere la mia gloriosa 40D. Per ora non faccio il nome del negozio… mi riservo di esprimere un commento in merito dopo l’acquisto :)
E ora… non vedo l’ora di averla tra le mani! :clap:

Il 2009 è online

Con un po’ di fatica i post del 2009 (e quel poco di arretrato del 2010) sono online. Come già anticipato, ne ho approfittato per fare un po’ di pulizia nei post, per ritaggare tutto e reinserire le immagini ex-novo con il nuovo formato di 300×450 per quelle orizzontali e 200×300 per quelle verticali. Il lavoro procede bene, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo per completarlo; tutto sommato era già qualche anno che il blog era attivo ed aveva ormai 400 post.

Al momento restano circa 290 post da spulciare e sistemare che, data la costante mancanza di tempo, non so quando completerò. Ma chi ben comincia:D

O forse non era la prima?!

La copertina del libro pubblicato nel 2009

Mi riferisco al titolo del precedente post, ovviamente; pensavo infatti di aver ottenuto la mia prima copertina con la pubblicazione dell’immagine della cava di ghiaia. Ma in realtà non è così. Sono andato un po’ avanti con le ricerche, sempre per mezzo del motore di ricerca TinEye.com, e ho scoperto che la mia immagine di punta, ovvero le famose Fiat 500 parcheggiate in fila alla stazione di Merano, è stata utilizzata anche come copertina del libro “Contemporary Issues in Marketing and Consumer Behaviour di Elizabeth Parsons e Pauline Maclaran.

Pubblicato nel marzo 2009 è in vendita (solo in lingua originale) un po’ ovunque: da Amazon a Libreriauniversitaria.it ed il titolo in italiano dovrebbe suonare più o meno come “Questioni contemporanee nel marketing e comportamento dei consumatori“. Strano non averlo mai notato prima, perché sono molte le librerie online dove figura la copertina del libro: è sufficiente fare una ricerca con il titolo del libro per veder spuntare l’immagine tra le ricerche.

Beh, che dire… oggi la giornata si è fatta interessante. Quello che però ancora mi manca è trovare pubblicata con una certa importanza qualcuna delle mie foto naturalistiche; una è ben finita sulle pagine di una guida Michelin, ma la contestualizzazione non era un granché… vogliamo mettere con una copertina? Lo so che non fotografo soggetti particolarmente rari e forse non molto adatti al microstock, ma che so… almeno un bel paesaggio scozzese non sarebbe male! ;)

La mia prima copertina!

Sistemando i vecchi post mi è venuto in mente che da un po’ non controllo più se qualche mia immagine di iStockphoto è stata utilizzata in giro per il mondo ed è rintracciabile. Così per curiosità ho provato a fare una ricerca su Google (o Gogòl, come lo chiama Berlusconi) inserendo “perbellini istockphoto” come termini per la ricerca. Risultato? Ho scoperto di aver ottenuto la mia prima copertina! :D
Il soggetto non è tra quelli che mi danno più soddisfazione; una copertina su di una rivista naturalistica sarebbe stata forse più gratificante, ma… mi accontento! :P

L’immagine in questione è stata scattata qualche anno fa alla cava di sabbia nei pressi del biotopo del Valsura ed è stata utilizzata di recente per la copertina del numero di aprile 2010 della rivista “Pit & Quarry” (in versione online e cartacea), che da quasi un secolo si propone come una delle principali e più aggiornate fonti di informazione su attrezzature e tecnologie nell’ambito della produzione di sabbia e ghiaia e che dal 1996 presente anche sul web. Ecco qui la “mia” copertina!

La copertina di aprile 2010 della rivista Pit&Quarry

Avendo diversi scatti realizzati in questo ambito sarei curioso di sfogliare i vari numeri in cerca di qualche altro mio scatto (per la copertina il nome viene citato nel sommario!), ma è un’operazione un po’ laboriosa. Direi che comunque posso già così ritenermi più che soddisfatto! :)

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